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Red Carpet Magazine

Raffaella Camarda

di Umberto Garibaldi

 

Come nasce la tua passione per lo spettacolo?

Nasce a 7 anni quando decisi di frequentare un laboratorio di teatro. Mi sentivo libera di poter esprimere un mondo a colori, di giocare seriamente. Poi andando a teatro e al cinema ho notato che l’arte come mezzo di comunicazione riusciva sempre a farmi crescere e a darmi risorse per guardare da altre prospettive cose che mi accadevano nella vita. Così ho deciso che volevo fare lo stesso per gli altri in questo magnifico scambio che ci regalano tutte le storie che raccontiamo. 

 

Red Carpet MagazineFinora qual è stato il progetto che ti ha regalato maggiori soddisfazioni e perché?

Non mi hai più detto ti amo. La commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta dove ho avuto la grande opportunità di poter lavorare insieme a Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia. Mi ha permesso di crescere professionalmente imparando molto da grandi professionisti e di comunicare attraverso il mio personaggio un tema a me tanto caro: la resilienza. 

 

Attualmente a quale progetto ti stai dedicando?

Ho appena finito di girare un corto perché mi piace sperimentare, pormi sempre nuovi obiettivi e a oggi vorrei fare un grande passaggio: dal teatro al cinema. Senza abbandonare il primo perché l’uno non esclude l’altro. 

 

Moriresti dalla voglia di collaborare con…

Xavier Dolan per le teminche che tratta e per il modo, a mio avviso, delicato e registicamente innovativo che ha di rendere fruibile tutto ciò sul grande schermo. E poi muoio dalla voglia di recitare nella mia seconda lingua: il francese. 

 

A questo punto del tuo percorso, a chi senti di dover dire grazie?

La gratitudine è un valore essenziale e ci sarebbero molti nomi da fare. In primis alla mia famiglia. Per avermi fatto studiare (la laurea in giurisprudenza è a “causa” loro) e per avermi sempre e comunque sostenuto nella mia scelta che non era mai mutata: recitare. Poi, tutti quelli che hanno creduto in me più di quanto io spesso riuscissi a fare e a tutti quelli che invece non l’hanno fatto perché mi hanno spinto a fare sempre di più. Ognuno si riconoscerà.

 

Red Carpet MagazineTra dieci anni, umanamente e professionalmente, come ti piacerebbe vederti?

Mi piace immaginare che avrò una famiglia e dei figli da amare. Con il solito grande sorriso, in grado di essere riuscita nel mio piccolo a influenzare il mondo attraverso l’arte, di aver aiutato persone attraverso i miei personaggi. E mi piacerebbe vedermi al cinema,  questo sì!

 

Hai un modello di donna e di attrice?

Mi ispiro, umanamente e professionalmente, a Elena Sofia Ricci.

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