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SHEKET

ALLA GUIDA DELLO CHEF MARCO MILANI

Sheket in ebraico significa “silenzio” ed é proprio questo il nome del nuovo incredibile locale cosmopolita situato nel centro di Roma, in via delle Botteghe Oscure 33.

di Anna Chiara Delle Donne

Sheket si presenta sin da subito come un ristorante sopraffino, un cocktail bar innovativo e dinamico.

Nasce dalla partnership tra Izhak Nemni, proprietario di locali rinomatissimi a Roma come Baccano e La Zanzara, Riccardo Sargeni e Gianluca Sette. La sorprendente cucina multietnica è affidata al talento dell’executive chef Marco Milani.

Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Cina, sono soltanto alcune delle numerose tappe di successo di Marco Milani. Già Executive Chef del MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma e Chef Consultant della Laurenzi Consulting con cui ha aperto, nel corso degli anni, locali di successo di ogni genere; lo Chef Marco Milani è executive chef anche dei locali Baccano e La Zanzara.

Red Carpet Magazine ha incontrato lo chef Marco Milani che ci ha descritto Sheket con parole piene di entusiasmo e orgoglio: “Sheket è un ristorante, cocktail bar e music bar. All’interno di questo locale non si va semplicemente per mangiare e bere ma anche per ascoltare musica. L’apertura del locale avviene alle 20.00, con aperitivo e musica di sottofondo. Sheket omaggia i vecchi cocktail bar americani. è un locale che ha una bella live music con le performances di artisti della scena disco più importanti. Credo che questo locale sia un bel punto di riferimento per i giovani a Roma dove trascorrere la serata. Ti siedi, condividi, mangi e ascolti buona musica”.

La caratteristica di Sheket è, come abbiamo già sottolineato in precedenza, l’internazionalità: da Sheket ti sembrerà di stare in un club londinese o parigino, a pochi passi dalle antiche rovine romane.

Ma come nasce l’idea di un locale del genere a Roma? Marco Milani ci spiega: “Vogliamo offrire una serata tranquilla ai nostri ospiti. Questo progetto nasce dall’idea di presentare un locale internazionale, ispirato anche per l’aspetto architettonico ai locali americani e londinesi. Il locale è elegante, un bel posto dove passare la serata in tranquillità dopo una giornata di lavoro”.

Nella sua innovazione, Sheket vanta una cucina del tutto internazionale con un’ampia scelta di cocktail, vini e cibo. “Propongo un menu davvero variegato che è strutturato dalla cucina sushi brasiliano, al messicano. Abbiamo anche piatti come calamari fritti con lemon glass, salmone. Un ampio spazio è stato dato al grill, dove proponiamo pollo, maiale. Il pollo per esempio viene marinato. Come manzo usiamo la picanha brasiliana che viene grigliata e tagliata come se fosse un roast-beef. La cucina propone una vasta scelta, ogni giorno”.

Ma cosa rappresenta per Marco Milani il lavoro di squadra per un locale del genere? “Sono onorato di ciò che faccio, sono molto contento. Questo è un impegno notevole. Trovo interessante trasmettere le proprie conoscenze a tutta la squadra di lavoro. Io credo molto nella squadra con cui lavoro. Lavoriamo molto alla formazione, al rapporto con tutti i ragazzi con cui lavoriamo. Le nostre hostess, per esempio, sono i primi sorrisi che accolgono gli ospiti e gli ultimi quando vanno via. Mi piace il nostro continuo lavoro. Credo che questo lavoro sia come un fiore che ogni giorno ha bisogno di essere curato, coltivato e innaffiato”.

L’esperienza di uno chef come Marco Milani ha radici profonde, che si rafforzano grazie alla grande curiosità e passione che lo hanno portato in giro per il mondo. “Ho lavorato in Francia, in Svizzera, in Cina da subito, quando avevo circa ventidue anni. Consiglio ai giovani chef di viaggiare, di scoprire il mondo, di essere curiosi, di nutrirsi di ogni cultura. Viaggiare significa piacere. Il viaggio mi regala un respiro ampio. Spero che i giovani non guardino il loro circoletto, ma spero che si proiettino sul mondo, cercando di cogliere l’ampiezza del viaggio visivo e raccogliere quello che più ci può interessare. Trovo che tutto ciò sia determinante e fondamentale per il nostro lavoro”, afferma lo chef Marco Milani.

Ma c’è un posto che Marco Milani vorrebbe visitare? Marco Milani sorride: “Trovo molto interessante, per esempio, Hong Kong. Ci sono dei posti in cui ogni giorno nascono nuove tendenze che sono davvero interessanti. In questo momento mi trovo molto bene a Roma. Ho trovato, finalmente, la mia dimensione”.

L’ultima curiosità prima di lasciare andare lo chef a lavoro: chi cucina a casa Milani? “A casa cucino io oppure la mia compagna. Cuciniamo moltissimi ortaggi e verdure, gli elementi della terra”.

 

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