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SICILIA ABBANDONATA

Sei ragazzi con una passione comune, quella per l’horror e il mistero. Ville e alberghi abbandonati. Sono questi gli ingredienti principali dell’idea di un fotografo e videomaker ragusano, Fabrizio Ruggieri. Un Canale Youtube e una pagina Facebook per raccontare in modo diverso la Sicilia. Protagonisti i luoghi abbandonati del territorio.

di Valentina Di Rosa

Il vostro è un modo diverso di raccontare la Sicilia. Come nasce quest’idea?

A marzo – spiega Fabrizio Ruggieri – tramite i canali social ho dato vita al format. La mia intenzione è quella di raccontare e condividere con i miei followers le avventure e tutte le nostre esplorazioni. In Sicilia sono davvero tanti i casolari, le ville antiche, gli hotel e i palazzi di pregio architettonico completamente abbandonati. E noi intendiamo scoprirli tutti. In poche parole attraversiamo la Sicilia per visitare e scoprire ogni volta un luogo diverso. Io ho sempre avuto questa passione. Amo particolarmente l’horror. Avevo soltanto dieci anni quando mi aggiravo per le campagne del ragusano alla ricerca di posti da scoprire. In poco tempo abbiamo raggiunto più di 3000 like.

Ogni vostro video racconta un posto diverso. È il risultato di quale lavoro?

Non appena individuata la struttura abbandonata di cui vogliamo occuparci, cominciamo con le ricerche per conoscerne curiosità e storia. Chiesta l’autorizzazione, ci rechiamo sul posto, esplorando in lungo e in largo la zona. Ci imbattiamo spesso in giardini resi impraticabili dalla natura, ostinata a riprendersi quello che l’uomo ha fatto proprio. La ciliegina sulla torta è, a mio parere, la narrazione della storia popolare quando presente. Sono spesso storie cariche di mistero, apparizioni di presenze sovrannaturali. Credenze popolari e leggende.

Oltre a te che sei l’ideatore, da chi è composto il gruppo di “Sicilia Abbandonata”?

Siamo sei ragazzi con interessi comuni. Ci divertiamo insieme a condividere queste avventure con tutti gli appassionati. Ciascuno, inoltre, contribuisce a seconda delle proprie competenze. Vito d’Avola si occupa delle riprese video in volo, Melania Scrofani è la voce narrante. A immortalare tutto con spettacolari foto, la fotografa Rossella Papa. Ha creato il logo la web master e web designer Mariangela Allegrezza. Non poteva mancare la figura di un architetto, che nella nostra squadra è costituita da Donato Di Quattro. In questi mesi è nata una squadra forte e coesa.

In poco tempo tanto riscontro positivo. Come te lo spieghi?

Sicilia Abbandonata è arte, mistero e storia. Ma ad attirare l’attenzione contribuiscono le storie popolari, i miti e le leggende metropolitane. Buona parte del successo lo si deve, secondo me, al nostro modo di raccontare le nostre visite: non il classico approccio da documentario. Lo spettatore ha, infatti, la sensazione di trovarsi con noi. Ho tratto ispirazione da “Italia Abbandonata”. Ho poi personalizzato il format, realizzando il mio sogno. Ogni video racconta una storia del passato: dalla celeberrima Poggioreale Antica, all’hotel La Pineta di Chiaramonte Gulfi, la Torre di San Filippo, la Villa di Chiusa di Carlo ad Avola o la Cunziria di Vizzini. Il pregio architettonico dei luoghi che esploriamo è un valore aggiunto alla nostra avventura.

Qual è il vostro obiettivo?

In primo luogo il nostro obiettivo è quello di riportare alla luce questi posti dimenticati o mai scoperti. E lo facciamo perché hanno ancora tanto da raccontare. L’occasione è buona per invitare tutti a valorizzare queste strutture: metterle in sicurezza quando necessario, curarle e salvaguardarle da quanti invece le distruggono.

Ph Rossella Papa

 

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