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SIMONA CELI & GIANCARLO ZANETTI – «Teatro, cultura e aratro nel Val di Noto»

Quando l’amore per il teatro incontra quello per la cultura nascono esperienze che scuotono l’anima e risvegliano tutti i sensi. Se poi a questo si unisce anche l’amore tra due persone allora diventa un’esplosione di vita indomabile.

di Giuseppe Savarino

Ciò che è nato dall’incontro tra Simona Celi e Giancarlo Zanetti è un amore speciale. Lei è una delle più applaudite attrici di teatro ed è stata anche direttrice del teatro di Taormina e del Garibaldi di Modica, adesso lo è di quello di Messina. Zanetti, oltre a essere un eccellente attore è anche uno dei più importanti produttori teatrali.
Da queste due anime che vivono di meravigliose sensazioni e che trovano la loro linfa vitale nell’arte e nella cultura è nato un progetto unico per la Sicilia: una casa teatro.
Entrambi si sono innamorati delle campagne vicino Ispica, in provincia di Ragusa, e lì hanno creato il loro progetto imprenditoriale che unisce la cultura al turismo. Del resto in un posto così ricco di storia come la Sicilia, le due cose sono necessariamente collegate.
Ed ecco la loro idea: un luogo che si apra a quanti hanno voglia di conoscere o approfondire il mondo dell’arte e vivere momenti di relax immersi tra la natura e la cultura. In questa casa infatti, si trovano tanti tesori: dai libri ai testi teatrali, dalle locandine a pezzi di scenografie e molto altro ancora. Una dimora di grande charme dove in ogni angolo si può respirare l’amore imprescindibile per la cultura, da dove tutto ha inizio e senza il quale niente può avere senso. Un luogo che racconta il mondo antico e contemporaneo della nobile arte del teatro.
E che il loro amore sia legato indissolubilmente su un palco ne è prova il giorno delle loro nozze che è stato celebrato all’interno del teatro Garibaldi di Modica. A portare le fedi è stato il loro “figlio a quattro zampe”, Petruccio, un magnifico Lagotto romagnolo. Un evento romantico, che ha racchiuso in un solo giorno i cardini più importanti della loro esistenza: l’amore che li unisce vicendevolmente, quello rivolto al teatro, gli animali e la natura.
Dall’unione di queste tre passioni nasce il progetto Feudo Bendicò, che a breve vedrà la luce e che già dal nome fa capire il suo intento.
“Bendicò – racconta Simona – era il nome del cane nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e, secondo molti critici, era l’anima dell’autore. È stato visto quindi come la rappresentazione dell’anima della Sicilia e di tutti i suoi abitanti. Ed è ciò che vogliamo rappresentare in questo nostro feudo: l’anima dei siciliani in tutte le sue sfaccettature, frutto di una lunga storia di cultura vivace e brillante”.
Da questo intento nasce l’idea di un ecomuseo che raccoglierà le opere degli artisti nazionali e internazionali a cui si aggiungeranno percorsi sensoriali tra la natura e gli animali. I due coniugi hanno infatti iniziato un allevamento di asinelli che vivono liberi nel massimo rispetto della loro essenza.
Prende forma, così, un progetto sensuale, ma non nell’accezione erotica del termine, ma nella visione di qualcosa che coinvolge e stuzzica tutti i sensi. “Teatro e aratro – spiega Simona – si uniscono così in una forma di ospitalità inedita in cui la cultura, il piacere e la natura sono al centro di un microcosmo e di un progetto imprenditoriale”.
Sarà un’iniziativa conviviale, dove per convivialità è intesa la buona tavola, lo stare insieme e il condividere tutto ciò che stimola emozioni e sensazioni.
Un’oasi immersa nel meraviglioso Val di Noto, patrimonio dell’Unesco, in cui poter godere della bellezza dell’arte, in tutte le sue declinazioni.
Cornice di questo progetto è la meravigliosa campagna siciliana, tra ulivi, carrubi e muri a secco che si snodano verso l’infinito, lì dove l’orizzonte congiunge terra e mare.
Un posto per rigenerare i sensi immersi tra natura e arte in uno dei posti più belli al mondo.

 

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