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STEFANO ACCORSI – «Fare il proprio mestiere con passione»

Un incontro. Un professore riservato e un giovane calciatore di successo considerato da tutti un campione. Due mondi completamente diversi, eppure nei silenzi e negli sguardi non potrebbero essere più simili. Ciò che accomuna Valerio, il professore, interpretato da Stefano Accorsi, a Christian, il calciatore, che ha il volto di Andrea Carpenzano, è il dolore che nella vita hanno provato, nelle assenze quotidiane che subiscono. Il film “Il Campione” è diretto da un attento Leonardo D’Agostini. La sceneggiatura è curata dallo stesso D’Agostini e da Giulia Steigerwalt e Antonella Lattanzi.

di Anna Chiara Delle Donne

Il successo può essere un problema per un ragazzo giovane? Questa è la prima domanda che ti poni quando guardi i primi minuti del film. Stefano Accorsi, durante l’incontro con noi giornalisti in occasione della conferenza stampa tenutasi a Roma, ha dichiarato: ‘’Oggi, la percezione che hanno gli altri di noi cambia molto il nostro modo di porci. L’importanza che si ha del successo e il modo in cui ci raccontiamo, ci condiziona nel nostro vivere quotidiano. Il film Il Campione ha un potenziale ampio di incontro con il pubblico. Questo progetto riesce a parlare dei molti aspetti della nostra vita e del tema del successo, che è qualcosa di molto forte nel nostro presente. Parliamo non solo di chi lo ha, ma anche di chi lo cerca o di chi vorrebbe dare di sé soltanto un’immagine vincente. La volontà di essere persone note può farci perdere il contatto con qualcosa di più semplice, di autentico e soprattutto di concreto. Il pubblico ha recepito il messaggio del film, perché è un film che lascia emozioni e ci fa riflettere sulla nostra vita’’.

Il ruolo di Stefano Accorsi è un pugno dritto allo stomaco. Lo sguardo segnato dal dolore, il desiderio e la passione di voler insegnare a qualcuno ciò che di bello c’è, la comunicazione naturale che riesce a rompere le barriere create da Christian. Il professore viene assegnato al calciatore dopo la sua ennesima bravata. Il compito è quello di preparare l’esame di maturità. Come nasce un personaggio come quello di Valerio? E come può un professore cambiare la vita di un alunno? Stefano Accorsi non ha dubbi: ‘’Il mio personaggio è bello. Valerio è un uomo che ha avuto un’esperienza privata di vita molto tragica e dura, eppure è un uomo che fa il suo mestiere con passione. Ci sono persone che restano nei nostri cuori ed è molto raro che accada. Non tutti gli insegnanti riescono ad essere ricordati come Valerio. Conobbi una docente che mi confidò che il professore non è colui che insegna, ma colui che capisce come insegnare ai suoi allievi. L’insegnamento è un percorso che richiede tanta energia, tanta passione. Non basta impartire la propria lezione. Bisogna capire, quando si è davanti ad una classe di venticinque alunni, chi ha bisogno di un aiuto specifico e come bisogna darglielo’’.

Il legame di Christian e Valerio cresce, pian piano. I due si ritrovano così a costruire un filo d’amicizia che assomiglia, a tratti, anche ad un viscerale rapporto tra padre e figlio. Crescono, evolvono i modi per capirsi, si intensificano gli sguardi ed i silenzi tra di loro sono ciò che più ha importanza. Per Accorsi, i silenzi dei due personaggi sono qualcosa di molto significativo. Afferma: ‘’I silenzi America si dice “Show, don’t tell”, che significa “Mostra, non raccontare”. Le parole sono importanti quando sono davvero un’azione. Nella fase di montaggio di un film, ci deve essere molta sensibilità per poter usare il silenzio che stratifica ogni rapporto. Mettere l’accento sul silenzio, piuttosto che sulle parole, fa crescere il rapporto tra i personaggi’’. L’amicizia, l’amore, la giovinezza e la vita stessa sono i temi centrali de Il Campione. Eppure, anche il calcio è uno sfondo su cui si gioca tutto il film. Per Stefano Accorsi anche questa era una sfida da superare: ‘’Portare al cinema lo sport è difficile, eppure lo sport può essere una bellissima metafora che aiuta a raccontare le persone e le loro storie. Il calcio è difficile da mettere in scena, quando continuamente guardiamo reali partite che hanno una grande ricchezza di inquadrature e angolazioni. Il Campione è stato un film molto impegnativo da girare. In questo film ti appassioni alle vicende umane dei personaggi.

Emotivamente questa storia assume un impatto e un valore in chi guarda questo film. Francesco Totti si è emozionato vedendo il film. Ha affermato: “è proprio così che accade. Ciò significa molto per noi perché l’aspetto calcistico non distoglie lo spettatore dal filo conduttore del film. Sapere che Totti ha apprezzato è una conquista incredibile. Significa che il film è credibile e ognuno di noi può abbandonarsi all’emozione’’. Durante la visione di questa storia, trattieni le lacrime, provi empatia nei confronti dei due personaggi e di chi gli sta accanto. Merito di una squadra, di un cast e di una troupe che hanno saputo dare attenzione ad ogni particolare. L’attore Andrea Carpenzano con la sua spontanea gioventù riesce a mostrare le fragilità di un ragazzo, il suo bisogno di andare lontano e, allo stesso tempo, di restare al sicuro tra le braccia di qualcuno di cui fidarsi. Sorprendenti i ruoli femminili, spicca tra tutti quello della giovane e bella attrice Ludovica Martino che interpreta in modo sorprendente e inaspettato il ruolo di Alessia, un’amica d’infanzia di Christian, l’unica che, con verità e attenzione, riesce ad entrare in quelle stanze interiori della vita del calciatore che nessuno riesce più ad aprire. Nella lunga carriera di Stefano Accorsi, l’attenzione al lavoro è uno degli elementi fondamentali per la riuscita di un progetto.

‘’C’è stata grande attenzione e grande lavoro sulla sceneggiatura. Un regista giapponese diceva che il miglior consiglio da dare ad un giovane regista è quello di scrivere. L’importanza della scrittura per un film è fondamentale. Dietro ad un film, ci sono tanti incontri, tante letture, tanto lavoro di preparazione e molti confronti con il regista, il produttore, con le sceneggiatrici. Mi piace preparare i miei ruoli con la coach Anna Redi. Questo lavoro diventa uno scambio umano continuo. C’è bisogno di un grande lavoro di preparazione dietro’’.

Questa è una delle interpretazioni di Stefano Accorsi che più colpiscono i nostri occhi, i cuori di ognuno. Ti verrebbe voglia di abbracciare quel professore che aspetta a bordo del campo, quello studente scapestrato e irrisolto dal cuore ammaccato e fragile.

Ti verrebbe voglia di provare insieme a Valerio a far funzionare le cose, a cambiare ciò che ha bisogno di essere cambiato, ad instaurare delle basi per crescere, per migliorare, per provare a sopravvivere alle sofferenze più grandi, per ricominciare semplicemente a vivere e non grazie al successo, ma grazie all’amore che ti viene dato.

A quell’amore che ci aspetta e che ci regalano le persone che abbiamo al nostro fianco, sempre.

 

Ph: 01 Distribution

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