Top

TANIA BAMBACI – «La mia libertà»

La delicatezza di un cerbiatto, il coraggio di una leonessa. Se dovessimo descrivere la giovane attrice Tania Bambaci, lo faremmo così. Di lei, a primo impatto, colpisce l’entusiasmo per il suo mestiere, la consapevolezza dei temi che grazie ai ruoli interpretati riesce a provare. Non ama i limiti, cerca di superarli il più possibile. Non ama i muri e i pregiudizi, desidera superare ogni sua bellezza per raggiungere un’arte dove poter essere libera. Libera e felice.

di Umberto Garibaldi

Benvenuta, Tania. Sei la protagonista del film “Summer Dew” per la regia di Carlo Chiaramonte. Come presenteresti questa storia?

“Summer Dew” parla dell’amore in maniera universale. Martina, il mio personaggio, è una ragazza determinata e al tempo spesso fragile. Apparentemente ha una vita normale. Studia, ha un padre tanto presente. Decide di allontanarsi e fare un viaggio per staccarsi un po’ da questa figura paterna che non le permette di vivere come vorrebbe. Non vuole farsi condizionare dagli altri e decide di vivere la vita così come viene. A Sarajevo, Martina incontra Luna, una ragazza che sta per sposarsi. Tra le due, però, nasce una relazione che sfugge al controllo. Portano avanti questa relazione in maniera clandestina, ma nel momento in cui verrà scoperta, ci saranno degli episodi che le porteranno ad affrontare cose poco piacevoli.

In che modo hai vissuto questa storia d’amore così bella e al tempo stesso così complessa?

Ho vissuto un’esperienza bellissima. Tutte le cose che sono distanti da me come attrice amo sperimentarle. Ci sono cose che nella vita non hai modo di provare, grazie a questo lavoro mi sono messa in gioco. “Summer Dew” vuole farci capire che l’amore arriva e non importa se arriva da un uomo o da una donna. L’amore non può essere controllato e non può essere deciso. Quando arrivano i sentimenti, devi metterti in gioco e viverti tutto. Questa è la cosa bellissima. Grazie a questo film, ho superato dei miei limiti personali. Sicuramente avevo un imbarazzo del contatto fisico, dato che non avevo avuto mai esperienze omosessuali. Sul set, non ho giudicato il mio personaggio, ma ho cercato di capirlo, di renderlo totalmente mio. Mi sono divertita da morire. Abbiamo reso reale la relazione tra Martina e Luna, cercando di dare della verità in ogni azione.

Quale credi possa essere il messaggio che arriva di questo progetto?

Vorrei far capire alle persone che quando l’amore arriva, c’è e basta. In Martina non ho voluto dare limiti. Arrivo dalla Sicilia e non ti nascondo che c’è ancora tanto scetticismo sull’amore omosessuale. Con il mio personaggio vorrei che tutti capissero che non c’è nulla di male nell’amare qualcuno. Vorrei far capire che noi non siamo nessuno per dire quale amore è giusto e quale è sbagliato. Martina e Luna non hanno un passato omosessuale, si innamorano e basta e questo può farci capire che può succedere a chiunque di noi.

Hai preso parte al film “Picciridda” tratto dal romanzo di Catena Fiorello, per la regia di Paolo Licata. Quanto è stato importante questo progetto, per te?

“Picciridda” è un capolavoro. Catena ha visto il film e ha affermato che quello che c’è scritto nel libro è reso in modo pieno dagli attori e dal regista. Questa cosa è sempre molto difficile quando un film viene tratto da un libro, solitamente i lettori si aspettano una determinata cosa dal film. Mi ha fatto molto piacere sapere che Catena ha apprezzato il nostro lavoro. Interpreto la madre della “picciridda”. Essere madre negli anni 60 è stata un’esperienza meravigliosa. Fare dei ruoli diversi dalla mia esteriorità è una grande sfida. Sono andata oltre il mio aspetto fisico per interpretare il dramma struggente di questa madre che lascia sua figlia e non sa quando la ritroverà. Il mio personaggio ha una fragilità e una forza immensa. Ho vissuto in modo forte questo legame materno e ho avvertito ogni emozione.

Come ti sei rapportata a questa maternità del tuo personaggio?

La magia di questo mestiere è questa. Se credi in una cosa, quella cosa la vivi come se fosse reale. Non sono madre, ma mi sono sempre sentita predisposta all’istinto materno. Mi sento materna nei confronti della mia famiglia, con le persone che amo. Ho un fratello più piccolo e sento con lui un legame materno. Ho trovato delle connessioni forti con questo personaggio e mi hanno permesso di rendere tutto vero. Non è stato facile interpretare questo ruolo, invecchiarmi, imbruttirmi, eppure mi sono fidata di quello che stavo facendo. Sono riuscita a creare quella maternità che non mi apparteneva nella vita e l’ho ritrovata sul set. La recitazione mi permette di essere quello che voglio essere. Ho la libertà di poter vivere determinate cose senza pensare al giudizio degli altri.

Ad oggi, cosa rappresenta per te la recitazione e questa libertà che provi?

Rappresenta tutto. Non riesco ad immaginare una vita senza la recitazione. Vorrei vivere di questo mestiere. Vorrei svegliarmi ogni mattina e avere mille personaggi da interpretare, con peculiarità diverse e storie diverse. Mi piacciono i ruoli in cui devo trasformarmi. A me non importa di essere bella, voglio trasformarmi semplicemente per vivere determinate storie. Sai, vorrei che non si pensasse più che una bella ragazza può interpretare soltanto il ruolo della bella. Mi piacerebbe far capire che anche le belle ragazze possono trasformarsi. In Italia dobbiamo superare questo limite. La recitazione può permettermi di sorprendere. Recitare è libertà. I personaggi da interpretare possono aprire un mondo, dove posso mettere dentro tutto ciò che voglio.

Chi è Tania, come donna e come artista?

Sono una persona e una artista generosa. Il mio compagno mi dice sempre: “Ti rendi conto che ti dai tanto agli altri?”. Darmi agli altri mi rende felice. Nel momento in cui regali il bene alle persone, il bene ti ritorna sempre indietro. Aiutare gli altri è un modo bellissimo di interagire, di vedere le cose, dal confronto nasce sempre qualcosa di nuovo e di positivo. Affronto le cose in modo pieno, altrimenti non le inizio. Non riesco a lasciare le cose, senza essermi data e senza crederci. Sono anche gelosa (ndr. Ride). Sono gelosa delle cose che ho conquistato negli anni e mi darebbe noia se qualcuno si intromettesse nella mia vita, rovinando i miei equilibri. Sono determinata e questo aspetto è un’arma a doppio taglio per me. Bisogna affrontare tanti meccanismi per ottenere determinate cose, tenendo conto degli ostacoli che puoi incontrare nella tua strada.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi