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Red Carpet Magazine

UNA GIORNATA A VENEZIA A CACCIA DEI SUOI SEGRETI di Umberto Garibaldi

Una piccola guida che vi porterà alla scoperta delle meraviglie nascoste e inedite di una città senza tempo, tra curiosità, tradizioni, cultura e chicche eno-gastronomiche.

 

Ci sono solo due modi per visitare ogni città, ma soprattutto una città famosa ed iconica come Venezia. Il primo è farlo da turisti seguendo quello che suggeriscono le guide, il secondo è farlo da viaggiatori, raccogliendo notizie e consigli da chi già c’è stato, leggendo libri di viaggio o chiedendo ai Veneziani rimasti come loro vivono e godono della loro città.

Questo articolo naturalmente vi sarà in qualche modo utile se sceglierete il secondo modo. Dunque, dimentichiamoci cartine, guide logore e la riconoscibile aria spaesata che si stampa in faccia ad ogni turista, gettandolo in pasto alla derisione dei locali (la cui educazione è inversamente proporzionale alla vicinanza al centro e ai luoghi più frequentati), e partiamo! Vediamo quanti angoli nascosti riusciremo a scovare nell’arco di una giornata.

Iniziamo con una bella colazione che magari, appena scesi dal treno, ci ripaghi del lungo viaggio. A pochi minuti dalla stazione ferroviaria, esiste una pasticceria gestita da 50 anni dalla stessa famiglia (Balestra). DalMasper la colazione offre un tripudio di goloserie tradizionali (oltre ai soliti croissant, provate gli zaleti, il pan dei Dogi, le sbreghettine), ma terminata la scorpacciata, non è finita: uscite dalla porta ed entrate in quella a fianco, ovvero la cioccolateria Dal Mas: mousse monoporzione, minisacher, cannoli e una successione ordinatissima di coloratissimi macarons.

Dopo questo golosissimo benvenuto, saremo senz’altro pronti per l’esplorazione della città. A 15 minuti a piedi dalla Stazione di Venezia Santa Lucia, dopo il Ponte delle Guglie, potrete trovare un primo luogo nascosto che vale la pena scoprire: il quartiere del Ghetto(precedentemente adibito a fonderia) dove dal 1500 gli ebrei della città furono raccolti. Il quartiere è posto su un’isola, collegata alla città soltanto da due ponti. Le vie d’accesso sono state chiuse tutti i giorni a mezzanotte e riaperte la mattina, fino alla Seconda Guerra Mondiale. E’ suddiviso in tre zone: Ghetto Vecchio, Ghetto Nuovo e Ghetto Nuovissimo e la zona più antica è il Ghetto Nuovo.

Addentrandoci nel centro, vi consigliamo di perdervi nelle calli attorno a Campo Manin, per raggiungere un’altra piccola meraviglia nascosta: Palazzo Contarini. Oltre la facciata, gotica ed elegante, pur nella sua semplicità, la magia segreta di questo gioiello sta nella corte interna, detta Corte del Maltese. Costruita in muratura in mattoni, la corte è rinomata per i loggiati dei cinque piani, decorati da archi in pietra d’Istria, e per la torre esterna, con la sua scala elicoidale, alta 27 metri, detta del “Bovolo”, termine veneziano che indica la chiocciola. Risalendo gli scalini, accompagnati da continui archi e colonne, arriverete in cima, alla cupola. Ed è proprio qui che vi stupirete vedendo Venezia da una visuale unica. La cupola della Scala del Bovolo è uno dei punti panoramici più belli per ammirare il campanile di San Marco e i tetti delle case.

Fatta la dovuta sosta a Piazza San Marco, attraversate il Canal Grande e alle spalle delle Gallerie dell’Accademia, sulle rive di un piccolo canale, troverete una costruzione fatta interamente di legno come una casa di montagna. Si tratta dello Squero di San Trovaso. Ovvero il più antico cantiere (squero) di Venezia risalente al 1600, quando i maestri d’ascia iniziarono a riparare e produrre imbarcazioni. Questo luogo nascosto, dove operai e legno di lavorazione provengono dai monti del Cadore, è infatti la risposta alla domanda: dove nascono le gondole di Venezia e come si costruiscono?

Se il sole comincia ad essere alto, è ora di uno spuntino, e se state visitando Venezia da viaggiatori, dovete sapere che cichettoè il termine con cui i Veneziani chiamano lo spuntino rompi digiuno. Si tratta in genere di un piccolo stuzzichino caldo o freddo, la cui composizione varia a seconda del periodo dell’anno: appoggiato su pane fresco, crostini o polenta, potrete ad esempio degustare baccalà mantecato, sarde in saor, vongole, alici marinate, chioccioline di mare, moscardini appena lessati, nervetti di vitello serviti in aceto e olio, banali uova sode o polpette fritte. A Venezia il cichettoè associato indissolubilmente ad una ombra, ossia un bicchiere di vino. Quest’ultima istituzione locale sembra prenda il nome dall’antica abitudine dei mercanti di piazzare i banchi di mescita all’ombra del campanile di San Marco per tenere fresco il vino. Sono molti i bacari(osterie) dove è possibile trovare il cicchetto, ma ovviamente non sono certo quei locali pieni di turisti, un po’ barocchi e molto pretenziosi, oltre che carissimi, che affollano il centro di Venezia e che sono consigliati nelle più famose guide turistiche. Al veneziano verace infatti piacciono piuttosto quei barettini dove si sta spesso solo in piedi, con una sola luce di ingresso e sviluppati in profondità, odorosi di vino e senza fronzoli.

Riattraversate il Canal Grande sul Ponte di Rialto e se la vostra pausa cichetto è stata abbondante quanto un pranzo, vi proponiamo una siesta rilassante in un angolino che raccoglie la storia di tutti i segreti e le leggende più antiche della città: la Libreria Acqua Alta, vicino alla Basilica di San Giovanni e Paolo. Mappe d’epoca, antichi manuali, le avventure di Casanova, la storica epidemia che nel 1600 sterminò un terzo della popolazione veneziana, e poi le opere del Canaletto, la vita dei gondolieri, i riti della Serenissima e il teatro goldoniano: potete trovare tutto ciò in questo piccolo angolo, lungo la Calle Longa S. Maria Fromosa.

Appagata la sete di cultura storica e artistica, proseguiamo con la conoscenza della tradizione culinaria che nel caso di una città sull’acqua naturalmente si basa sul pesce. Vi proponiamo dunque una visita nella storica pescheria della città. Anche questo, non è solo un luogo, è un’esperienza di viaggio che vi farà davvero capire cosa sia il rapporto secolare tra Venezia e il mare della sua laguna.

Per assicurarvi invece una bella scorta di frutta e verdura bio, ecco a voi un segreto da vero giudecchino: all’interno del carcere femminile della Giudecca di Venezia esiste uno spazio di 6.000 metri quadrati utilizzato come orto dal Convento delle Convertite. Battezzato “Orto delle Meraviglie”è curato da una decine di detenute senza l’impiego di macchinari, concimi o prodotti chimici. Neanche tutti i veneziani lo conoscono, ma per scoprirlo basta pedinare le nonnine della Giudecca che si mettono in fila ogni giovedì mattina tra le 9 e le 10 per aggiudicarsi le migliori primizie. Ergo, una volta scoperto, tornateci di buon ora per essere i primi della fila. Parlando invece di shopping, com’è fare acquisti a Venezia? Alla maggioranza di voi potrebbero venire in mente subito boutique inavvicinabili o venditori cinesi di gondolette di plastica. In effetti è così, ma a Venezia resiste anche una rete commerciale per intenditori, o semplicemente per chi ama il bello e l’originale. In tal senso non potete non andare da Bragorà, a Castello, dove trovano spazio e visibilità i migliori talenti creativi veneziani, votati alla filosofia del riciclo e del riutilizzo.

Ultimo tesoro da scovare al tramonto è la calle più stretta di Venezia: soltanto 53 centimetri! Calle Variscosi trova a metà strada tra il ponte di Rialto e le Fondamenta Nove, nel sestiere di Cannaregio. Non è facilissimo trovarla perché, essendo così stretta, in alcune cartine è omessa, ma è un’impresa possibile e divertente.

L’ora di cena è finalmente arrivata e vicino alla Pescheria di Rialto e adiacente a Campo San Polo, si trova in assoluto uno dei posti migliori dove mangiare. Un vero e proprio segreto destinato a molti, ma non per tutti. Parliamo della Trattoria delle Carampane, locale frequentato da una selezionata clientela fatta di veneziani e di viaggiatori che non amano sentirsi turisti. Non a caso un cartello all’entrata avverte: “No Pizza, No Lasagne, No Menù Turistico”. Andateci e scoprirete cosa i veneziani intendono con il termine carampana. Un segreto questo, che vi lasciamo scoprire da soli.

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