di Gaia Serena Simionati

«Non ho scritto neppure la metà delle cose che ho visto» – Marco Polo

Il caso Modigliani di Luca Rea alla Festa del Cinema di Roma, Italia, 2026, 75’ | Doc |

La storia del ritrovamento di tre false teste attribuite a Modigliani, e poi dimostrate essere false, è inchiodata nella mia mente fin dal luglio 1984, quando il fatto avvenne e io avevo 13 anni.

Quasi una sorta di ossessione data l’unicità e ortogonalità del caso, ha fatto si che la realtà superasse la finzione. Così ne è nato l’interessante film di Luca Rea.

Livorno, estate 1984. Tre teste scolpite affiorano dall’acqua.

Il mondo dell’arte le acclama come autentiche opere di Modigliani. Peccato siano dei falsi.

Questa è l’incredibile storia di una presa in giro che è sfuggita di mano. La storia di una truffa. La storia di una morte in circostanze mai chiarite. Uno dei più grandi scandali artistici di tutti i tempi. Uno dei più intricati misteri nella storia dell’arte e allo stesso tempo un esempio cristallino di quanto una meravigliosa bugia riesca sempre a sovrastare e a essere preferita a qualunque realtà.

Il caso Modì

Il documentario di Luca Rea, scritto da Luca Rea e Flavio Nuccitelli vede nel cast artistico Pier Francesco Ferrucci, Michele Ghelarducci, Pietro Luridiana, Christian Parisot, Carlo Pepi

La parola al regista

Pur essendo stato un evento di risonanza fortissima all’epoca e negli anni successivi, ho sempre trovato deludente e inspiegabile che ci si soffermasse ad analizzarlo quasi solamente dal punto di vista dello scherzo goliardico dei ragazzi di Livorno (autori di una sola delle tre teste).

Dal mio punto di vista si trattava soprattutto di uno dei più intricati misteri nella storia dell’arte e allo stesso tempo di un esempio cristallino di quanto una meravigliosa bugia riesca sempre a sovrastare e a essere preferita a qualunque realtà.

Questo film vuole raccontare quella storia concentrandosi proprio su quei due aspetti: mistero e falsificazione, degli oggetti ma anche dei fatti e della loro comunicazione.

Un grande giallo nel mondo dell’arte, accaduto realmente e mai raccontato fino in fondo.

Chi è il regista Luca Rea?

Luca Rea ha lavorato come regista e autore di programmi televisivi principalmente per la Rai Televisione Italiana, a partire dal 2001.

Come regista di documentari ha partecipato alla Festa del Cinema di Roma nel 2015 con Liberi tutti, sulla storia delle tv private in Italia. Poi al Prix Italia nel 2017 con Gaber, Gaber… libero come un uomo, sul cantautore italiano Giorgio Gaber. Quindi nel 2021 alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in selezione ufficiale, con Django & Django, in cui Quentin Tarantino esamina nel dettaglio i western di Sergio Corbucci. Infine al Torino Film Festival, sempre nel 2021, con Esterno giorno, fatto di interviste a personaggi noti del cinema italiano sul perché si fossero ritrovati a fare un mestiere come quello del cinema.

Ha realizzato anche un documentario di montaggio sul rapimento di Aldo Moro, intitolato Aldo Moro, il lungo addio.

23/10 Maxxi 15:00 €12 Pub Acc

24/10 Giulio Cesare – sala 6 21:00 €10 Pub Acc

To read more on Music, Cinema, Tv, Theatre and Art from Gaia Serena Simionati

Copyright © 2026 Gaia Serena Simionati, All rights reserved. No copy or fragments can be used without written permission of the author