di Gaia Serena Simionati

‘Paper Tiger’ di James Gray a Locarno79

«Che ci sia una ricchezza senza lacrime; che ce ne sia abbastanza affinché l’uomo saggio non ne desideri di più». 

Agamennone di Eschilo

Chi sono le Tigri di Carta?

Ben lo spiega Paper Tiger. Il film scritto e diretto da James Gray sold out in Piazza Grande a Locarno79, prossimamente al cinema con 01 Distribution.

Usata storicamente nella retorica politica sia russa che cinese per indicare qualcuno che appare minaccioso senza esserlo davvero, il titolo Paper Tiger nasce proprio da questa espressione. Citata nel film dal protagonista Gary (Miles Teller), persone che sembrano rudi, nascondono invece una fragilità interiore.

In realtà, ironia del titolo e della sorte – spiega Gray – i mafiosi russi che operano a Brooklyn in quel periodo sono tutt’altro che fragili.

La convinzione di Gary si trasforma così in un errore di valutazione destinato a travolgere tutti. In un Hybris da tragedia greca, non a caso il film si apre con una citazione di Agamennone su ricchezza arroganza, esplora un topos della della letteratura, che definisce un tratto della personalità o un’azione connotata da superbia, eccessivo orgoglio, persino di disprezzo per l’ordine umano e divino. 

Famiglia, integrità, benessere e vita stessa. Gray infatti costruisce il film proprio su questo passaggio: il momento in cui persone convinte di fare “la cosa giusta” iniziano lentamente a perdere il controllo delle conseguenze.

Il film segue Gary e Irwin. I due fratelli sono molto legati tra loro, sebbene diversi sia in generosità che in ambizioni. Essi finiscono per legarsi in un affare con la criminalità russa nella Brooklyn del 1986.

Un pò ignari o naive, un pò spinti dalla voglia di benessere, dal desiderio di rivalsa economica del sogno americano che si materializzava, specie in quegli anni, i due pian piano sgretolano la felicità di un nucleo familiare sereno. Il tutto a scapito di una ricerca del denaro che li corrode e corrompe.

La decisione di collaborare con la mafia nasce da questa tensione. Non da una vocazione criminale, ma dalla convinzione che sia possibile migliorare la propria vita attraverso un’occasione apparentemente controllabile.


Tuffo nel passato, nei ricordi e nell’intimità familiare e autobiografica di Gray per renderla tale l’uso della pellicola a grana grossa (dopo il digitale piatto di Armageddon Time) sembra coerente come scelta con il film: la sua autenticità sia di sentimenti che di racconto.

La memoria si grana infatti e raccontare il passato non come ricostruzione perfettamente nitida, ma come memoria viva, imperfetta e attraversata dall’emozione è la fonte, più giusta, il supporto più credibile.

Trama

Due fratelli inseguono testardamente il sogno americano. Invece rimangono invischiati in un pericoloso complotto che coinvolge la mafia russa e che terrorizza la loro intera famiglia. La possibilità concreta di essere messi l’uno contro l’altro e di tradirsi a vicenda mette a dura prova il legame che li ha sempre uniti.

 


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