Grandi quadrati rossi.
Grandi quadrati blu.
Luci e ombre che si allargano e restringono come i cuori, l’attrazione, la passione della coppia al centro dello stage.
Anish Kapoor che ne ha disegnato lo splendido set anche in omaggio ai grandi quadri di Rothko, ben sa cosa siano i colori primari: blu, rosso giallo e la tribalità visiva ed emotiva che essi trasportano e connotano.

Già allievo di Paul Neàgu, in sintonia con alcune ricerche degli anni sessanta, l’arte povera o l’opera di Joseph Beuys, partì con una serie d’installazioni con un uso più ampio del mezzo scultoreo., volte a indagare proprio i temi portanti nel suo percorso artistico che ritroviamo anche in In-I: l’androgino, ovvero la dicotomia femminile-maschile, la sessualità, il rito.
Questi sono poi collaudati avvalorati dalle musiche di Philip Sheppard. Inizialmente tribali, primitive ancestrali per poi divenire quasi mistiche e spirituali ai cui ritmi sfrenati i corpi attratti e attraenti si conformano e attirano.
Venti anni fa ormai, l’attrice regista e ora danzatrice provetta Juliette Binoche e il coreografo Akram Khan si uniscono bloccando le rispettive carriere. In-I, è il risultato della loro collaborazione, nonchè audace performance teatrale che ha girato in tournée il mondo. Oggi, Binoche ripercorre quel viaggio, fisicamente e artisticamente stimolante.
Sorta di corso seminario accellerato di danza, recitazione, coreografia e regia behind- the-scenes Binoche con filmati inediti, riflette, come regista, sulla creazione, sui rischi che abbraccia e sulla trasformazione personale che porta con sé.
Il risultato? Potente elegantissimo
Si staglia il corpo sudato sui binari di una scenografia minimale, ma coercitiva, pensata da Anish Kapoor. Giocata sui colori primari il rosso, il blu, giallo in cui grandi quadrati enormi come quadri museali fanno da sfondo e da supporto.
L’intervento della luce anch’esso bellissimo ne taglia via pezzi e ne ridetermina la funzione
Come base, fondo, muro. ‘Au pied du mur’ come esprime la frase francese che si usa per dire quando si ha perso tutto

2007 l’attrice francese Juliette Binoche e il ballerino-coreografo britannico Akram Khan decisero di allontanarsi dalle rispettive carriere di successo per intraprendere un’audace sperimentazione artistica. Nell’arco di sei mesi co-crearono In-I, uno spettacolo intenso e radicale che avrebbero poi portato in scena in tutto il mondo. Oggi, Juliette Binoche decide di rivivere quell’esperienza: dal primo guizzo d’ispirazione all’applauso finale, ripercorre l’arco emotivo e creativo di una collaborazione unica. Attraverso decine di ore di materiali inediti, riflette, esordendo alla regia, sulla natura profonda della creazione artistica, sull’ebbrezza del rischio che ne deriva e sulla trasformazione personale che essa comporta.
REGIA: Juliette Binoche. FOTOGRAFIA: Marion Stalens. MONTAGGIO: Sophie Brunet, Sophie Mandonnet. MUSICA: Philip Sheppard. SUONO: Éric Tisserand.
CAST: Juliette Binoche, Akram Kahn.
PRODUZIONE: Sébastien de Fonseca per Miao Productions.
To read more on Music, Cinema, Tv, Theatre and Art from Gaia Serena Simionati
Copyright © 2025 Gaia Serena Simionati, All rights reserved








