di Gaia Serena Simionati

Presentata nello storico e splendido Cinema Rex al 79Festival di Locarno, la retrospettiva Red & Black sul Maccartismo – che con 40 film narra la censura di film meravigliosi, assieme alle vite spezzate di coloro che li hanno ideati: registi, sceneggiatori, attori – si conferma la cosa migliore per cui venire a Locarno.

Ripercorrere capolavori, tappe di esistenze sofferte, ma geniali, dà speranza in un’epoca buia come la nostra dove le lezioni precedenti e tutto il dolore inutile causato non sono servite a niente. Anzi!

Come un’onda di ritorno sembrano ripresentarsi ora come allora, privando tutti di libertà espressiva: sia essa cinematografica, giornalistica, artistica o letteraria.

Red & Black: la Retrospettiva di Locarno79 riscopre la Hollywood della lista nera

Presentata prima All’Academy Museum di Los Angeles e ora al Locarno Film Festival, l’affondo dedicato alla famigerata lista nera di Hollywood, una delle pagine più turbolente e politicamente cariche della storia del cinema americano.

Curata da Ehsan Khoshbakht e realizzata in collaborazione con la Cinémathèque suisse e il supporto di UCLA Film & Television Archive, Red & Black – La sinistra hollywoodiana e la lista nera restituisce il ritratto complesso di un’epoca in cui i cineasti furono confrontati con abusi di potere senza precedenti da parte dello stato e dell’industria cinematografica statunitense, a cui risposero con coraggio e una tenace resistenza artistica.

Nel pieno della Guerra Fredda, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica ridefiniscono le sfere di influenza e la politica mondiale, alcune voci conservatrici della politica americana agitano la minaccia di una presunta infiltrazione comunista a Hollywood.

La Commissione per le attività antiamericane (HUAC) orchestra udienze che assomigliano più a processi politici che a indagini. Sotto pressione, l’industria cinematografica capitola, imponendo una lista nera che stravolge carriere, costringe all’uso di pseudonimi, soffoca la libertà di espressione e condanna all’esilio. I film portatori di istanze progressiste – vere o presunte – sono ostracizzati o soppressi. 

Red & Black – La sinistra hollywoodiana e la lista nera rivisita un’epoca tanto repressiva quanto straordinariamente vitale sul piano artistico. Gli echi risuonano oggi con particolare urgenza, mentre la libertà di espressione è minacciata in diverse parti del mondo.

Il programma getta nuova luce su opere fondamentali di sceneggiatori, attori, registe e registi . Tra loro John Garfield, Joseph Losey, Dalton Trumbo, Dorothy Parker, Richard Wright e Charlie Chaplin. Essi rintracciano le origini e le ripercussioni del “terrore rosso” negli Stati Uniti, in Europa e oltre.

Spaziando tra fiction, documentari, cinegiornali provenienti da USA, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Francia Red & Black riunisce versioni restaurate, copie di archivio per tracciare un affresco del cinema dell’epoca.

Il programma è accompagnato da una pubblicazione con contributi di firme internazionali. Questa curata da Ehsan Khoshbakht è edita in inglese da Les Éditions de l’Œil.

Inoltre un podcast – scritto dallo stesso Khoshbakht approfondisce il contesto storico dell’era delle liste nere.

La parola a Ehsan Khoshbakht, curatore della retrospettiva

“Se vogliamo continuare a definire la Hollywood classica una ‘fabbrica dei sogni’, dobbiamo anche riconoscere come questo concetto sia stato fatto a pezzi da alcuni tra i cineasti più progressisti della storia del cinema americano, attraverso gli oltre 40 titoli di questa retrospettiva. È il progetto più attuale a cui abbia mai lavorato in vita mia. Le modalità creative con cui la coscienza politica viene

incorporata nel cinema, e le tragiche conseguenze di quella determinazione, compongono la storia appassionante di questo programma, e offrono nuove prospettive sulla caccia alle streghe dell’era maccartista”.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico

“Questa retrospettiva rappresenta uno sforzo critico e storico unico nel suo genere. E’ capace di gettare nuova luce su uno dei periodi più oscuri della storia di Hollywood. Il programma propone una nuova visione dei conflitti del tempo, offrendo una comprensione più approfondita dell’impatto della persecuzione politica. Grazie a un’ampia selezione di film e materiali d’archivio, si delinea l’affresco di un momento cruciale della storia del cinema. E’ una celebrazione di alcuni dei titoli più incisivi e memorabili mai realizzati a Hollywood”.

Tra i titoli imperdibili City of Fear (1959) di Irving Lerner e KING IN NEW YORK di Charlie Chaplin.

A riprova della visione eterna monoculare o plagiata della stampa, Campbell Dixon, il critico del The Daily Telegraph, scrisse di Chaplin e del film

“Forse è stato troppo ambizioso. Per quanto grandi e variegati possano essere i suoi talenti, è troppo aspettarsi che un solo uomo possa brillare costantemente come produttore, regista, sceneggiatore, compositore e protagonista. Uno sceneggiatore brillante, affiancato da due o tre autori di gag creativi quanto lo era un tempo il signor Chaplin, avrebbe fatto tutta la differenza». Dixon ha inoltre deriso il messaggio del film secondo cui la «legittima» preoccupazione degli americani riguardo ai pericoli del comunismo fosse una forma di isteria.

Stranger on the Prowl (Imbarco a mezzanotte) 1952, è scritto da Ben Barzman e diretto da Joseph Losey

Il dramma di Paul Muni, accusato di omicidio e in fuga dall’Italia, la cui situazione si fa più tragica e disperata quando un orfano si unisce al suo viaggio impossibile. A firma di esiliati della lista nera.

Del 1947 è Smash-Up: The Story of a Woman il melodramma protofemminista di Stuart Heisler, ispirato a un racconto di Dorothy Parker. Una cantante (Susan Hayward) rinuncia alla carriera per dedicarsi al matrimonio e ai figli, ma si scopre incapace di accettare il cambiamento e si rifugia nell’alcol

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