Dal videogame iniziale con musiche molto attraenti che risucchiano dentro gli schermi i giovani, assieme a una grafica accattivante e alle prigioni telematiche dei social media in cui cadono molti, Manhunt di Wayne Wapeemukwa esplora le cause dei disagi.
Solitudini forzate. Alienazione. Subcultura incel, celibato involontario e mancanza di amore, che spingono al virtuale. In Mondi Paralleli. Poi fatti di violenza estrema.
Dal primo caso nel 2010 quello di Elliot Rodger, il regista racconta che si è ispirato a casi avvenuti in Canada e ormai sempre più diffusi ovunque: giovani che sterminano chiunque abbia una vita, dei sentimenti, una relazione.
Così, per invidia. Per disturbi regressi non curati, spesso non notati.
Così per svago, per ottenere notorietà social.
Li dove per impressionare i coetanei i post raggiungono sempre più elementi impossibili fino alla morte, i fucili, la violenza su innocenti, Manhunt esplora innanzitutto il risultato di questa società marcia: la solitudine dei giovani, il maschile tossico, frustrato, senza identità, nè serenità familiare o amore di alcuna forma.
Sinossi
Due giovani fuggono dalla mancanza di prospettive imbarcandosi in un viaggio verso la frontiera settentrionale. Traslando il true crime in parabola, Manhunt esplora solitudine, alienazione e il desiderio coloniale di ricominciare da capo – finché la ricerca di senso non esplode in implacabile violenza. Perpetrata poi anche alla natura che è testimone silenziosa e inerme.
L’uomo è messo in scacco con solitudine, violenza e traslatamente sulla distruzione della natura in cui è coinvolto in primo luogo.
Il regista riesce in modo ellittico a non dire troppo, lavora in sottrazione sulla storia e anche usando una fotografia lisergica, cristallizzata specie nelle foreste in fiamme del finale certifica in technicolor, l’essenza ‘Buia’ dei danni umani che sono sotto gli occhi di tutti.
Due parole del regista Wayne Wapeemukwa
“Manhunt fa di un racconto true-crime uno studio su solitudine, mascolinità, fantasia virtuale e desiderio coloniale di eclissarsi a Nord per ricominciare.” Dai casi del 2019 in Canada in cui alcuni giovani nella British Columbia hanno commesso dei delitti ed efferati omicidi, ho avuto l’idea di cercare i propabili motivi che li hanno spinti “.
Eccessi di violenza stocastica buttati la a casaccio, la nostra società è cosi concepita da produrne sempre di più. E ciò andrà sempre peggio specie nelle comunità online e incel che si autofomentano.
La fame d’amore diviene sempre più primaria, assieme all’essere apprezzati, riconosciuti e i bisogni primari di rientro in comunità, famiglia e amore.
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