di Gaia Serena Simionati

Quei 21 minuti e 44 secondi che aprono ininterrotti il film, prima del titolo – ‘El ser querido’ – basterebbero già a delineare la grandezza di certi attori e di certe storie. Il film per me potrebbe anche chiudersi li.

Cos’è o chi è ‘l’essere amato? Il cinema o tuo figlio, pare il titolo enigmatico lasciare in sospeso.

Un tavolo. Un pranzo. Due persone. Una conversazione, all’inizio misteriosa.

In quel tavolo del ristorante non si servono solo cernia e fagiolini, ma molte più pietanze. Di vita e argomenti potenti.

Si forniscono – a suon di primi piani, le ‘foto’, immagini di volti che rievocano i momenti peggiori di una vita. Chi tra una distorsione del ricordo, chi con la paura del filtro della visione del coniuge. Chi con la rimozione, padre e figlia dialogano e navigano distanti tra riavvicinamento e repulsione.

L’inizio è strepitoso. Nel raccoglimento, nel dialogo, nella concentrazione di entrambi. I protagonisti ottengono davvero una prova attoriale sublime.

All’inizio il rapporto tra padre e figlia che sguazzano nel cinema pare portare verso un’altra storia sublime con gli stessi prespupposti. Parliamo del film Sentimental value di Trier che trovate qui. Altro capolavoro, sempre candidato all’Oscar ma per la Norvegia

Si percepisce come i ricordi assumano agli occhi di un bambino e di un genitore effetti e percezioni diversissime dello stesso momentoanche con traumi diversi e importanti. C’è chi rimuove e chi si aggrappa invece a quel dolore, quasi simbolo e certificazione di un’esistenza reale.

Intensità anomale pur se contemporanee, è un omaggio vero al cinema questo film

E invece no! Ti stimola. Ti cattura. Va oltre per due intense ore nell’omaggio al chiasmo padre figlia- regista e attore. Ti entusiasma poi con i retroscena del cinema, la fatica delle emozioni, della vita da attore, sia del fingere o ricreare, spesso rivivere, certi sentimenti. Anche e soprattutto al di là della realtà di essi. Che, come una spugna bagnata si cancellano con un gesto puro ed efficace.

L’interpretazione onesta, autentica di Javier Bardem lascia senza parole nel delirio del potere di un regista affermato, nella precarietà di un padre assente, consapevole dei suoi errori, ma troppo egoico per ammetterli. O semplicemente troppo fragile.

Il suo tentativo disperato di riavvicinare la figlia attraverso il lavoro, quindi nel cinema una cosa che pare saper fare bene e davvero, è l’ultimo baluardo di un rapporto da ricostruire, semmai esistesse ancora.

C’era una volta una madre attrice. Un padre regista e una figlia attrice. Il divorzio. L’allontanamento dopo la nascita della figlia. Dopo 13 anni di assenza, il padre famoso regista cerca la figlia ormai adulta e attrice. Decide di proporle un ruolo nel suo nuovo film

Film cosi, di questa sensibilità e psicologia, andrebbero proiettati obbligatoriamente nelle scuole. Non solo di cinema, per insegnare ai ragazzi molte cose.

Insegnano che anche i genitori fanno errori. Anche gravi

Riescono a insegnare la ricerca del recupero emotivo sugli errori del passato

Aiutano a insegnare, a valutare e scoprire l’arco narrativo ad un attore sul suo personaggio

Illuminano e insegnano che i favoritismi spesso rovinano non solo un film, ma in generale la vita.

L’essere amato (El Ser Querido) è il nuovo film del candidato all’Oscar Rodrigo Sorogoyen (As Bestas, Madre, Il regno).

Già presentato in anteprima mondiale, in Concorso, alla 79ma edizione del Festival di Cannes, ora é alla Festa del Cinema di Roma

L’eccellente e poetico film – non solo perché è una piena celebrazione e un omaggio intenso del cinema verso se stesso – ha entusiasmato pubblico e critica. Uno su tutti tra i pregi: l’eccezionale interpretazione di Javier Bardem, protagonista maschile qui di un’intensità unica.

Presentato domani durante la XXI edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Best of.

L’essere amato sarà distribuito in Italia nelle sale il 12 novembre 2026 da Movies Inspired le cui scelte sono sempre originali, coraggiose, elegantissime.







Alla 17:00 di Domenica 18 Ottobre il Red Carpet.
Alle 18:00 la Proiezione ufficiale – Auditorium Parco della Musica in Sala Sinopoli, preceduta dal Premio alla Carriera a Javier Bardem da parte di Paolo Sorrentino

Domenica 18 ottobre
16:30 – Masterclass con Rodrigo Sorogoyen – Auditorium Parco della Musica | Sala Petrassi




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