di Gaia Serena Simionati

Luminoso e brillante come il miglior champagne, il racconto divertente e nostalgico di David Niven s’intitola ‘C’era una volta Hollywood’.

Il diplomatico economista canadese J. K. Galbraith capì le doti di Niven dicendo: “Se non fosse un attore famoso, David Niven avrebbe potuto essere un brillante scrittore. Dopo questo libro, quella ipotesi è una certezza”.

Originale. Divertente. Ben impacchettato con un gusto visivo, carta vellutata e foto in bianco e nero, la forza di questo libro, edito da Settecolori in mirati esemplari, giace tuto nella nostalgia e nell’eleganza perduta.

Di stile. Di scrittura. E di un’epoca passata e delle grandiose anime che gravitarono negli anni 30 – 60 in America, che vengono qui raccontate come fossero ancora tra noi, tanto è vivido il racconto.

Definito la Mecca del cinema fra verità e leggenda, The Evening Post ne decanta Il divertimento personificato.
Mentre il The New York Times definisce ‘C’era una volta Hollywood’ il miglior libro mai scritto su Hollywoood.

Nel 1934 il poco più che ventenne David Niven arrivò negli Stati Uniti per fare il piazzista di liquori, dopo che sino a un paio d’anni prima aveva fatto parte della fanteria britannica, come da tradizione di famiglia. Era brillante, sportivo, ben educato e se come venditore prima, come organizzatore di corse di ponies dopo, si sarebbe rivelato un disastro, non gli mancava la faccia tosta e un perenno sorriso sulle labbra.

Come per caso, un giorno si ritrovò in uno studio cinematografico, comparsa a due dollari al giorno in un film dove faceva un peone messicano. Nel giro di pochi anni divenne una star. Qui gli appassionati di cinema verrano trascinati nei retroscena più gustosi tra feste, amori, amicizie e pettegolezzi.

C’era una volta Hollywood esalta le memorie più divertenti e meglio scritte su quella che è stata e rimane la Mecca del cinema. Sfilano nelle sue pagine i ritratti degli amici più cari di Niven, Clark Gable, Humprey Bogart, Gary Cooper, Errol Flynn.

Poi ci sono i registi più noti ed eccentrici, da Lubitsch a Wyler a Chaplin. Infine i produttori più celebri, compreso Sam Goldwin che lo licenziò.

Narra dei parties più pazzi, quelli di Jean Harlow, Joan Crawford, Claudette Colbert, Greta Garbo. E poi le croniste più pettegole, Hedda Hopper, Louella Parsons… Ribattezzata dallo stesso Niven Lotus Land.

Hollywood fu dagli anni Trenta agli anni Sessanta la terra incantata in cui egli si mosse da par suo, con quel british touch che lo rendeva unico e con la capacità di non prendersi mai troppo sul serio.

La sua forza?. Essere sempre a suo agio, si trattasse di frequentare divi, divine e teste coronate, ma anche cowboys, marinai, attori senza talento e giocatori di professione. C’era una volta Hollywood ha l’effervescenza, la luminosità e la leggerezza del miglior champagne che a un lettore possa capitare di bere.

Attenzione che può dare alla testa !

David Niven (Londra 1910 – Château-d’Œx, Svizzera, 1983). Elegante, comico, leggero è stato uno degli attori più popolari e più amati del Novecento. A suo agio nei ruoli drammatici come in altri, nel 1958 vinse l’Oscar per Tavole separate, di David Mann.

Durante la sua carriera girò più di 60 films. Fra i titoli più famosi, La voce nella tempesta (1938), Scala al Paradiso (1946), L’inafferrabile primula rossa (1950), Il giro del mondo in ottanta giorni (1956), Bonjour tristesse (1958), I cannoni di Navarone (1961) La pantera rosa (1963).

Già la sua autobiografia, The Moon’s a Balloon, (La luna è un pallone), uscì in Inghilterra nel 1971 certificò le sue doti. In pochissimo divenne un successo internazionale, con più di 5 milioni di copie vendute.

Collana Isole nella corrente
Traduzione Claudio Gallo
Euro 26,00 / Pagine 250
Brossura cucita filo refe con bandelle
Edizione numerata
ISBN 9791281519329

QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI C’ERA UNA VOLTA HOLLYWOOD É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

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