Presentato in anteprima al Bifest, Another End, il nuovo film del siciliano Piero Messina
Già in concorso alla 74esima edizione della Berlinale, il film annovera un cast internazionale: Gael García Bernal, Renate Reinsve, Bérénice Bejo e Olivia Williams.
Riparafrasare la fine.
Riconcepire e rivivere l’addio.
Togliere il senso di colpa.
Chiedere scusa.

Tutti avremmo voluto avere più tempo per riappacificare, prima di dire un addio finale, assoluto che, nel film, viene rimontato come fosse l’editing di un film, donando una seconda chance a chi invece e malauguratamente resta.
Cieli grigi, pioggia, interni solcati da polvere sedimentata come quella appositamente caduta in una natura morta di un quadro di Morandi.
Spazi futuribili londinesi, parigini, accorpano coscienze, memorie, tecnologie postmoderne, post mortem.
Sal ha perso la compagna Zoe in un incidente d’auto. La sofferenza è tale che l’uomo arriva a tentare il suicidio.
In un futuro prossimo esiste la possibilità di salutare le persone che non ci sono più, cercando un modo per alleviare il dolore del distacco, un tempo in più per imparare a dirsi addio.
Cosa resta di tutto l’amore che i corpi si promettono, quando il loro tempo finisce?
Gli interrogativi distopici si evaporano anche grazie al resto.
Come le musiche originali. Firmate da Bruno Falanga che per Another End ha composto e arrangiato.
Sofisticate, ricercate, plumbee come l’atmosfera legata alle morti che si vivono quotidianamente di questi tempi tra guerra e pandemie, il film fa molto riflettere. E forse nasce come conseguenza alle perdite.
A documentare ciò concorrono le sue ottime scelte, mai invasive, che accompagnano la visione fuori dai grigi.
Una di queste, a metà circa del film, Iris di Wim Mertens, è talmente commovente che, da sola, vale anche tutto il film. Crea un contesto sonoro, fatto di sound e tecnicità, che perplime. Soprattutto se associato a una storia così potente e a una tale voce sublime, celestiale.
Un’altra su tutte Dancer, Professional loving di Emika movimenta il corpo (bellissimo) che sorregge un’anima, quella di cui Sal si re innamora.
Bellissima anche la fotografia di Fabrizio La Palombara curata, arroccata, efficiente nei grigi che perplimono più della morte
Buono il coraggio nel montaggio di Paola Freddi assieme alle scenografie di Eugenia F. Di Napoli e i Costumi Mariano Tufano

Già conosciuto all’esordio con l’Attesa, Piero Messina, che girava divinamente a Caltagirone, colpisce di nuovo nel segno con un progetto internazionale ben concepito e scritto.
Risultato di covid, pandemie e guerre infine il film affronta un tema reale, originale e pervasivo oltre che attuale.
La perdita e la riesumazione dei ricordi e memoria di un caro, defunto. Sia esso un genitore, un figlio, una moglie morta in un incidente stradale, a volte si decide di non lasciarlo andare.
Colui che sopravvive vegeta e non vuole più godere della propria vita, senza quell’àncora amorosa perduta.
Another End è un film autentico, cerebrale, poetico, invasivo.
Le parole di Piero Messina
Sono partito da un’immagine: due corpi immobili, all’apparenza estranei, che si guardano nel silenzio di un risveglio. Nel peso di quell’immobilità, e nel mistero racchiuso in quel guardarsi, c’è tutto quello che avrei voluto raccontare in questo film.
Il cortocircuito messo in atto dalla tecnologia di Another End, che promette di separare i corpi dalle coscienze, mi ha fatto interrogare, infatti, su ciò che ci lega alle persone che amiamo. Ciò che di esse crediamo di sapere, le parole, i ricordi, ma anche qualcosa che viene prima, e che sopravvive in noi quando tutto sembra finire. Qualcosa che col tempo, silenziosamente si compie nei corpi ed ha a che fare con la loro presenza. Abdicare a questa dimensione dell’esistere, è la pericolosa illusione a cui si abbandonano i personaggi del mio film. Another End per me è innanzitutto una storia d’amore, colta nel momento della separazione, quando paradossalmente, nell’assenza del distacco, un legame si fa più presente.
Dell’ amore che vive nelle parole, ma che soprattutto vive e cresce in silenzio, di nascosto. Come un segreto del corpo.
Sinossi
Gli occhi svuotati di Sal sembrano vivere solo di ricordi da quando ha perduto Zoe, l’amore della sua vita. Ricordi, come frammenti di uno specchio infranto che non è possibile ricomporre. Sua sorella Ebe, che guarda al fratello con crescente preoccupazione, gli propone di affidarsi ad Another End, una nuova tecnologia, che promette di alleviare il dolore del distacco riportando in vita, per breve tempo, la coscienza di chi se n’è andato.
È così che Sal ritrova Zoe ma nel corpo di un’altra donna. Un corpo sconosciuto in cui lui misteriosamente riconosce la moglie. Ciò che si era spezzato sembra improvvisamente ricomporsi. Ma è una gioia fragile, effimera, insidiosa. Può l’amore davvero sopravvivere come un segreto custodito nei corpi?
Una produzione INDIGO FILM con RAI CINEMA, in associazione con TF1, in associazione con ANTON, in collaborazione con NUMBER 9 FILMS, con il contributo del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il sostegno del Creative Europe Programme – MEDIA of the European Union
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