di Gaia Serena Simionati

Martedì 10 ottobre 2023 alle ore 20:30 l’ultima tappa dell’ Infinite voyage dell’Emerson String Quartet, parte della stagione n. 159, in Sala Verdi al conservatorio di Milano

EMERSON STRING QUARTET Eugene Drucker – violin, Philip Setzer – violin, Larry Dutton – viola, Paul Watkins – cello


Barbara Hannigan e il debutto

Il Quartetto per il soprano, assieme all’Emerson String Quartet, nell’ultima tappa del loro Infinite voyage


Nel programma della 159ª stagione della Società del Quartetto di Milano, spicca un brillante secondo appuntamento.

In Sala Verdi, martedì 10 ottobre, alle ore 20.30, il debutto al Quartetto del versatile, potente e carismatico soprano, oltre che direttrice d’orchestra, Barbara Hannigan.

La Hannigan è accompagnata dal leggendario Emerson String Quartet, già ospite della Società del Quartetto sin dal 1985.

In programma, nella prima parte, una rara esecuzione del Quartetto n. 2 op. 10 di Schönberg, per quartetto d’archi e soprano.

Nella seconda invece il monumentale Quartetto n. 13 in si bemolle maggiore op. 130, con Grande fuga in si bemolle maggiore op. 133 di Beethoven.

La formazione si riunisce a Milano in occasione di una delle sole due date europee della tournée di addio alle scene dell’Emerson, che si scioglierà nell’ottobre 2023.

Verrà presentato un estratto dal loro ultimo CD, Infinite voyage – l’atonale Quartetto n. 2 op. 10 di Schönberg, i cui due ultimi movimenti si ammantano delle liriche di Stefan George.

Inoltre un brano che rappresenta l’evoluzione estrema della terza maniera beethoveniana: il Quartetto n. 13 in si bemolle maggiore op. 130, con Grande fuga in si bemolle maggiore op. 133, come finale.

Esso è suprema summa del linguaggio contrappuntistico, con la sua serrata logica imitativa e l’elaborazione polifonica delle voci.

La dimensione formale ed espressiva, introdotta dalla forma sonata attraverso procedimenti di sviluppo, accostamento, contrasto, introduce procedimenti retorici ed effetti di grande efficacia “teatrale”.

La parola a Barbara Hannigan

«Non riesco ancora a credere che per otto anni ho avuto l’opportunità di fare musica con questo ensemble straordinario – commenta Barbara Hannigan – per me è stato un viaggio felice. Un grande onore potermi unire al loro suono: attorniata dai loro strumenti, mi sento talvolta la quinta voce in un quintetto, piuttosto che una solista assieme a un quartetto».

«Nel corso dei decenni, ci siamo continuamente impegnati nell’esplorare lo stimolante repertorio della Seconda Scuola Viennese – raccontano i musicisti del Quartetto Emerson.

Abbiamo eseguito il Secondo Quartetto di Schönberg solo una volta, a metà degli anni ’80, prima di ritornarci per un’apparizione al Festival di Berlino con Barbara Hannigan nel 2015.

Da allora, ad ogni collaborazione, ci ricordavamo che avremmo dovuto registrare questo capolavoro. Ora finalmente è successo. Il brano è stato composto quando era al culmine del suo periodo atonale libero, un decennio prima dall’avvento del serialismo.

La prima mondiale della composizione ha suscitato una sommossa popolare, seconda forse solo a quanto accaduto alla prima di Le Sacre du Printemps a Parigi.

Non perderemo mai il nostro entusiasmo per la vastità sonora di questo lavoro, la sua estrema reattività ad ogni sfumatura e immagine suscitata dalle poesie visionarie di Stefan George. La sensazione che ci dà è quella di imbarcarci in un viaggio in un territorio precedentemente inesplorato».

«È come un albero alto e nodoso da scalare (fino a un altro pianeta, a quanto pare), ma con radici profonde e decisamente emozionanti – fa loro eco la Hannigan.

Il grido primordiale fin-de-siècle del soprano alla fine del terzo movimento, implorando di essere sollevato dall’amore, è un potente detonatore. Questo Schoenberg, un’opera tardo-romantica per certi aspetti, che va molto oltre, armonicamente, non perde occasione di suscitare nell’ascoltatore un’emozione profonda».

Il prossimo appuntamento con i concerti della Società del Quartetto in sala Verdi è il 24 ottobre, con il debutto per la società della pianista Beatrice Rana.

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