“Non c’è stato un giorno della mia vita in cui non abbia pensato di diventare un grande uomo”
Robert Musil
‘Becoming Karl Lagerfeld‘, in visione su Disney Plus dal 07 giugno, esplora la profonda e commovente relazione che legò arte, moda, amore e solitudine di un grande artista del tessuto.
Ispirato da citazioni e letteratura, Musil e Proust, delle cui letture Lagerfeld amava circondarsi nei comodini delle sue lussuose abitazioni, leggendo contemporaneamente in lingue diverse grandi capolavori, il solipsismo che emerge da ‘L’uomo senza qualità’ di Musil, percorre anche tutta la serie Disney.
Oltre che la vita interessante, la personalità camaleontica, i blocchi emotivi di Karl.

“Riempivamo gli abissi tra cose opposte, e li aprivamo tra cose affini.”
In questo senso, la citazione di Musil anticipa ciò che avverrà tra i due diversissimi caratteri dei protagonisti, riletti nella particolare, anaffettiva, filofobica storia d’amore che legherà i due uomini per 18 anni.
Al centro, l’inquietudine e insicurezza di Jacques, condizionato dall’avvertimento intimo di una discrepanza tra il dover essere e ciò che è, tra ciò che vorrebbe o dovrebbe fare.
Karl lo aiuterà in tutto, pur essendo poco presente dal punto di vista fisico e pieno di impegni di carriera. Al tempo stesso Jacques funge da pivot, da musa e ispiratore oltre che anima affine, per il lavoro e la creatività di Lagerfeld, senza il quale sembra incapace di agire e creare.
Jacques appare un inetto, drogato alcolizzato, fragile, seppur molto colto, in definitiva incapace di imporsi sulla realtà. E’ molto simile all’Uomo senza qualità, citato spesso nel film.
Nonostante gli accadimenti che gli rivelano nuovi e celati aspetti di sé, è consapevole di essere senza qualità, nello scrivere. O nel girare un flop di film.
Tutto diviene per lui fluttuante, incerto, instabile. Karl è il suo unico appiglio, a una vita in discesa.
Raccontata per la prima volta sullo schermo e adattata dal bestseller “Kaiser Karl” di Raphaëlle Bacqué (pubblicato dalla casa editrice francese Albin Michel), la serie è imperdibile, ci si affeziona a caratteri unici. in più armonizza un cast stellare.
A questo fa capo l’interpretazione sentita e sublime di Daniel Brühl.
Una recitazione la sua, fatta di silenzi, pause, molti sguardi sensibili che covano una solitudine profonda. Piccoli tic, bocca nervosa, mani che trotterellano. Un capolavoro quasi invisibile. Indimenticabile.
E voi non sapete guardare – come egli stesso dice a Jacques de Bascher, suo giovane soulmate, durante la sfilata di Saint Laurent.
E poi Daniel mette in atto una camminata su tacchetti da stivaletto indimenticabile, ricercata, come se la nuova versione di Karl, calciasse al mondo che lo aveva ferito ad ogni passo.
Anche mentre deambula, è reso adorabile un uomo il cui sadismo amò il masochismo del suo mentore, Jacques de Bascher, lo gigolò più ricercato di Francia che indugiava con uomini, donne, droghe e, alla fine, AIDS.
L’attore tedesco ha colto in pieno sensibilità, debolezze e nevrosi del cosiddetto ‘kaiser della moda’.
Sinossi
Nel 1972, Karl Lagerfeld (Daniel Brühl) ha 38 anni e non porta ancora il suo iconico taglio di capelli. È uno stilista di prêt-à-porter, sconosciuto al grande pubblico. Quando poi incontra e si innamora del sensuale Jacques de Bascher (Théodore Pellerin), un giovane dandy ambizioso e problematico, la sua vita svolta.
Infatti il più misterioso degli stilisti sfida l’amico, rivale,Yves Saint Laurent (Arnaud Valois), genio dell’haute couture sostenuto dal discusso uomo d’affari Pierre Bergé (Alex Lutz).
Becoming Karl Lagerfeld porta il pubblico nel cuore degli anni ‘70, a Parigi, Monaco e Roma. Si insegue la crescita formidabile di questa personalità complessa e iconica della couture parigina, già spinta dall’ambizione di diventare l’imperatore della moda.
Tra glamour e conflitti personali, feste grandiose e passioni distruttive, si svela la storia di Karl, prima di Lagerfeld.
Oltre a Daniel Brühl (Bastardi senza gloria, Good Bye, Lenin!) nel ruolo del couturier, ci sono Théodore Pellerin (Franklin, Beau ha paura) in quello di Jacques de Bascher.
Splendido anche Arnaud Valois (Rivelazione maschile al Festival Lumière 2018; 120 battiti al minuto) nei panni del sofisticato Yves Saint Laurent.
Alex Lutz (César per il miglior attore nel 2019) interpreta lo spietato Pierre Bergé.
Completa il cast, l’attrice tedesca Lisa Kreuzer, nel ruolo della dura madre di Karl, Elisabeth Lagerfeld, causa dei blocchi emotivi del figlio.
‘Here’s a wild beast and you don’t have a whip’ – dice la madre a Karl, durante il primo incontro con il nuovo giovane amante.
Jérôme Salle è alla guida della serie, dirigendo episodi 1, 2 e 6. Condivide il ruolo di executive producer con il produttore di Jour Premier Arnaud de Crémiers.
Mentre gli episodi 3, 4 e 5 sono diretti da Audrey Estrougo. Isaure Pisani-Ferry, (capo sceneggiatrice con Dominique Baumard), è la creatrice della serie, insieme a Jennifer Have (Infidèle, Les Bracelets Rouges) e Raphaëlle Bacqué.
La serie inoltre si avventura sulle personalità di moda e cultura che hanno frequentato Karl Lagerfeld all’epoca. Tra di loro Paloma Picasso, la leggendaria attrice Marlene Dietrich e Andy Warhol
La musica e la sua costellazione
Le prepotenti musiche della serie che puntellano di buon umore ogni evento, ma anche ogni spostamento o silenzio dei personaggi, sono affidate alle scelte eterogenee e saporite, tra classica, dance e opera, di Evgueni e Sacha Galperine (Oussekine, Grazie a Dio, The Undoing, L’Événement).
Becoming Karl Lagerfeld nasce sotto l’impulso di Christophe Riandee, vice CEO della società di produzione guidata da Sidonie Dumas.
La serie è prodotta da Isabelle Degeorges per Gaumont e Arnaud de Crémiers per Jour Premier.
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