di Gaia Serena Simionati

Alasdair Gray, noto autore britannico, drammaturgo, pittore, poeta e accademico, con Poor creatures, offre l’idea in un romanzo sorprendente che si divora, purtroppo alterato e morbosamente diluito da Lanthimos, il regista greco che, in passato, aveva sorpreso per la qualità dei suoi film visionari.

Qui l’unico pregio del film è quello di rilanciare un autore. Oltre alla sua grandezza che viene riscoperta. Mentre infatti la pellicola lascia a desiderare, il libro piace.

Lo scrittore, illustratore e pittore scozzese Alasdair Gray è pubblicato in Italia nel 1994 con la casa editrice Marcos y Marcos e il titolo Poveracci!.

Sconosciuto ai più, oggi è ripubblicato e amato grazie a una originalissima casa editrice di Pordenone, Safara che ha in pancia proprio i libri di Gray. Un fratello e una sorella in cui Grey ha creduto – dice Cristina Pascotto, responsabile editoriale di Safarà, per cui Gray è figura sacrale dato che ha creduto in loro.

Nel loro catalogo ci sono anche Lanark, poi i romanzi 1982 Janine e La ballata del guerriero. Oltre alla raccolta di racconti Con un piede nella fossa.

Poor creatures, (titolo italiano Povere creature) di Alasdair Gray è un libro fagocitante, ricchissimo, pieno di sfumature e molte illustrazioni dello stesso artista. E’ attraverso questo che si riscoprono anche tanti suoi scritti come il globale Lanark, tutti come dicevamo sotto l’egida di Safara.

Povere creature

Quella di Gray, purtroppo scomparso nel 2019 a 85 anni, è una vita che lo consacra come il più grande scrittore scozzese, dopo Sir Walter Scott.

‘Povere creature’. le differenze tra libro e film

Nel libro la storia è ambientata a Glasgow. Purtroppo nessuna traccia della Scozia, tanto cara a Gray e poco vissuta in film o romanzi, si ritrova nella pellicola. Mentre nel film vediamo solo Londra.

Da un libro bello al Film Brutto

In Povere creature! la parte più corposa del romanzo viene presentata come un libro di memorie di un medico scozzese. Si chiama Archibald McCandless. Esso pare trovato per caso negli anni Settanta e curato per la pubblicazione dallo stesso Alasdair Gray.

L’incipit ricalca infatti i romanzi d’appendice che nell’800 andavano per la maggiore, perché si spacciavano per verosimili, anche come riproduzioni di manoscritti ritrovati.

Gray, autore postmoderno spiazza il lettore con verità e finzione e diversi punti di vista. Tutte le illustrazioni, fatte dallo stesso, vanno nella direzione di autenticare un’idea. Questa, poliedrica, viene a mancare nell’adattamento di Lanthimos perché la storia del personaggio è presentata in maniera univoca, piatta. Oltre che poco credibile.

Due pagine dell'edizione italiana di "Povere creature!"