di Gaia Serena Simionati

Se fossi più antipatico sarei meno simpatico…

TARM 

Tratto dal quell’omonimo racconto geniale del 1929 – Un anno di scuola di Giani Stuparich (Edizioni Quodlibet) – ora film nuovo e potente di LAURA SAMANI, è già nelle sale.

Come dice il calzante ritornello tratto da Fortunello, non il capolavoro di Frederick Burr Opper, rimaneggiato nel 1935 da Ettore Petrolini, ma la hit contemporanea de I tre allegri fratelli morti TARM: “Se fossi più antipatico sarei meno simpatico“, anche omaggio a Giuni Russo,… è la storia calzante di giovani alla ricerca del se.

Il cast è ottimo, belle facce, intelligenti e gli attori perfettamente in ascolto tra loro risultano davvero credibili. Tutti bravi: Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno

Già presentato nella selezione ufficiale della 82.a Mostra Internazionale D’arte Cinematografica – La Biennale Di Venezia 2025, nella sezione ORIZZONTI, questo è il potentissimo film sulla perdita di amicizia, di identità, di sé stessi.

Laura Samani di sicuro non delude mai. E qui racconta anche parte di sé.

Capolavoro emotivo, musicale adatto ai giovani, ai primi amori, al femminile, alla crescita, ma anche alle perdite, il film sprigiona una bellissima profonda energia.

Oltre a delineare insegnamenti chiari, intelligenti e netti.

Ottimo il casting, (grazie al casting director Davide Zurolo), che annovera facce perfette dove l’interazione splendida tra ciascuno dei protagonisti vive perché ognuno contribuisce a delineare bene un’essenza.

Non a caso a Giacomo Covi – esordiente perfetto e naturale – ha vinto il Premio Miglior Attore Orizzonti.

Scoperto mentre lavorava in un bar di Trieste dall’acting coach Alejandro Bonn, quando gli è stato proposto di interpretare il personaggio di Antero, fortunatamente per natura curioso, ha detto subito si.

Tra i vari temi abbiamo la maturità, spesso connotata al femminile, che è anche però minaccia. La protagonista, unica donna in classe, deve dribblare e sottostare a tensioni, competizioni, desiderio.

Poi la spensieratezza, la cura dell’amicizia, il senso di appartenenza contrapposto alla libertà di essere diversi, non solo come provenienza geografica – dato che la protagonista è svedese – ma anche interiore e di genere.

E poi c’è il dolore non elaborato, la perdita che sia di una madre o di un fratello, sempre comunque prematura. E quindi, difficile da superare, specie se in gioventù.

Tutto questo è narrato, accompagnato, puntellato da musiche originali e perfette come Fortunello di Tre Allegri Ragazzi Morti o Più niente dei Prozac+ e Dance Inna Babylon dei Mellow Mood e For Us di Robert Miles

'Un anno di scuola'

La parola alla regista

“Esiste un’asimmetria profonda e radicata nel modo in cui percepiamo uomini e donne”, afferma la regista. “Da adolescente, essere l’unica femmina in un gruppo di maschi mi sembrava un privilegio, ma comportava anche pressioni invisibili: i loro desideri erano legittimi, i miei una minaccia. Questo film nasce da quel vissuto e racconta le sfide di crescere come giovane donna in un mondo dominato dagli uomini”.

Sinossi

Settembre 2007, Trieste. Fred, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova ad essere l’unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l’attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici. Antero, affascinante e riservato. Pasini, seduttore istrionico. Mitis, bonaccione protettivo. I tre si appartengono da quando hanno memoria. L’arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo. Le viene però chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.

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