di Gaia Serena Simionati

78° edizione del Locarno Film Festival

La theba pisana meglio nota come White snail è un mollusco gasteropode della famiglia Helicidae, spesso invasiva. Nota con il nome comune di “chiocciola delle dune”, tra i visi delle modelle per il rilascio della sua ‘bava’ diviene nota ed efficace come un efficiente lucida pelle.

Cosa c’entra Masha, una giovanissima modella bielorussa che sogna di far carriera in Cina, che dorme appunto con white snails ovvero lumache giganti sul viso e fa corsi di portamento vivendo di selfie e specchi, con un posto autoptico come una morgue?

L’esordiente e brava Marya Imbro non ha apparentemente niente da condividere li. Eppure qualcosa la lega ad un luogo spettrale e disturbante, dove la vita volge al termine, mentre la sua apparentemente è solo scintillante e all’inizio.

Li nell’obitorio è infatti attratta da un misterioso individuo, l’imbianchino Misha, solitario e artista che di notte cura e lavora i cadaveri. Oltre a fare quadri di donne squartate con gli intestini dipinti, la cui anatomia egli già conosce a memoria.

I due outsiders, un pò reietti e di sicuro alternativi si attraggono per una inconciliabile diversità che, alla lunga, li cambia reciprocamente e modifica le loro convinzioni.

White Snail è un film antiteticamente romantico, tedesco-austriaco del 2025, scritto e diretto da Elsa Kremser e Levin Peter.

white snail

Si può nella morte trovare l’amore? Questo paiono chiedersi i registi che, per rispondere usano atmosfere cupe, ottima fotografia e un’attrice dalla bellezza inquietante e perfetta per l’algido ruolo che è chiamata a interpretare.

Elsa Kremser e Levin Peter sono i due registi di White Snail. Essi raccontano e presentano il loro primo film di finzione dopo i due precedenti documentari Space Dogs (2019) e Dreaming Dogs (2024).

Il film – raccontano – ha un punto di svolta nella vita di due giovani bielorussi. E’ come un atto di sfida. Si vuole eliminare o aborrire il pregiudizio, l’esclusione. Rimangono molti interrogativi su un futuro indecifrabile, che si apre a notti fosche. E sullo sfondo la guerra vicina che li attoria.

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