No Other Choice (EOJJEOL SUGA EOPDA) di Chan-wook Park
Al minuto 11:10 e reiterato al 15esimo del Piano Concert N. 23 K.488 di Mozart c’è una gravità importante che immortala tutta la difficoltà di vivere.
Quel minuto, come un’ellisse su se stessa, avviluppa i dolori umani.
Mozart, come Chan-wook Park, l’hanno capito appieno.
Forse è per questo che il film si apre e si chiude con questo intenso main theme che ricorre nella musica di Mozart, nel film, come nella vita.
No Other Choice’ offre infatti su un piatto d’argento la bieca realtà in cui viviamo: competizione estrema, nessuna empatia o solidarietà tra esseri umani disposti a tutto pur di resistere e prevaricare gli altri.
Al tempo stesso però, in modo cinico ma ahimè reale, si affronta il tema VERO della mancanza di giustizia, garantismo o MERITO per le persone più preparate, le quali nelle nostre società dopate, vengono messe ai margini.
Spesso infatti i posti di potere sono donati agli ‘amichetti’, invece che ai più talentuosi.
Chi fa le cose con amore, come il protagonista, egli lavora bene, cura perfettamente non solo le piante in serra ma anche un figlio non suo, il lavoro, eppure viene scavalcato da chi le cose le fa coi piedi.
Qui Chan-wook Park parla della Corea, ma ciò è vero in Italia, come nel resto del mondo. La meritocrazia è morta in favore della corruzione.
Da li scaturisce tutta la frustrazione del protagonista (oltre che le nostre), il quale non ha più niente da perdere.
Il cello è suonato – struggente – una bambina in apertura di ‘No Other Choice’ .

Vediamo, nonostante un esordio apparentemente sereno, nubi all’orizzonte, celate nella drammaticità di Mozart, oltre che nei silenzi della bambina.
Man-soo (Lee Byung-hun) in una villetta con un giardino, griglia la carne nel barbeque per moglie e figli in una domenica pomeriggio.
La musica nonostante le immagini cristalline di felicità famigliare va in controtendenza ed è suonata come sottofondo dalla piccola, sensibile bambina che ha problemi di relazione e parola. Essa interpreta perfettamente il cello e si esprime solo attraverso le note.
Tutto sembra armonico e in equilibrio, come il concerto di fondo, ma percepiamo che non è così: la famiglia felice collocata in una casa di proprietà cela altro. C’è una moglie premurosa, due bravi bambini, persino due golden retriever a conferma che il Mulino Bianco esiste. Tutto appare pace.
Invece si racconta la perdita del lavoro e le conseguenze drammatiche a cui questo porta. Elegantissimo formalmente, drammatico il film è anche comico, ironico.
Diviso tra profondità dei temi e i suoi paradossi che possono naturalmente far scaturire ilarità sonore, il film si dipana tra due binari tenendo lo spettatore attento, divertito e ammaliato dalle mise en scene eleganti e formalmente ineccepibili.

Gss: Cosa farebbe lei se non producessero più i suoi film?
PCW: Beh di sicuro troverei altri modi di filmare e raccontare; magari con telefonini o altre piccole camere, storie con piccoli budget ma, di sicuro non smetterei. Proprio come il mio protagonista! Sono disposto a tutto.
Dopo il bellissimo Decision To Live il coreano più noto, Park Chan-wook porta a Venezia 82 No Other Choice, tratto da un romanzo di Donald E. Westlake
Migliore giallista di tutti i tempi, maestro insuperato dell’introduzione dell’humour nelle trame poliziesche, Park
adatta al contesto contemporaneo della Corea del Sud la trama e metodi di Westlake.
No Other Choice segue infatti il percorso di Man-soo, un ex dirigente di lungo corso in un’azienda cartiera, improvvisamente licenziato dopo 25 anni di servizio.
Il film è molto accattivamente
Volendo trovare un difetto: la durata.
A volte less is more come sapeva bene Hichtcock fermo a 1:29′, come la durata della sua prostata. Ma questo è da applicare a tutti i film di Venezia che soffrono di ipertiroidismo dato dalle 2 ore e 20 fisse.
Sinossi
Ma quando perde il lavoro, tutto comincia a sgretolarsi. La pressione economica aumenta, le rate del mutuo si accumulano, e la moglie Mi-ri propone di vendere la casa. La sua unica via d’uscita sembra essere una posizione molto ambita presso la concorrente Moon Paper. Tuttavia, la concorrenza è feroce e i candidati sono tutti altamente qualificati.
Spinto dalla disperazione, Man-soo elabora un piano. Crea una falsa azienda cartiera, contatta ciascuno dei suoi concorrenti fingendosi un potenziale datore di lavoro. Li attira a colloqui e, uno dopo l’altro, li elimina. Quella che inizia come una strategia calcolata prende però una piega grottesca e imprevedibile, mentre la tensione domestica si mescola alla paranoia sociale.
Costruito come una satira nera sul mondo del lavoro e sul culto della performance, il film No Other Choice si muove tra violenza e ironia, sospensione e critica sociale. Il racconto alterna scene di vita familiare a episodi di estrema tensione, in cui l’apparente normalità del protagonista si incrina progressivamente.
Lee Byung-hun interpreta Man-soo con un mix cercato di vulnerabilità e determinazione, restituendo un personaggio al limite, spinto da un sistema che non prevede seconde possibilità.
La sceneggiatura è firmata da Park Chan-wook insieme a Lee Kyoung-mi, Jahye Lee e Don McKellar.
Il film nella visione lucida e spietata, nei meandri del bipolarismo vive del riflesso di un mondo in cui la competizione ha cancellato ogni senso di rispetto, amore e stima per gli altri.
E voi cosa sareste disposti a fare per mantenere chi amate?
In uscita a gennaio per i tipi della Lucky red
To read more on Music, Cinema, Tv, Theatre and Art from Gaia Serena Simionati
Copyright © 2025 Gaia Serena Simionati, All rights reserved








