Sciolto tra volontà di ricordare e capacità di dimenticare, il film brasiliano O agente secreto colpisce fin da subito e ha tratti indelebili.
Riflettendo sui meccanismi del potere e sulla fragilità dell’identità in tempi di terrore istituzionalizzato, si indagano le conseguenze psicologiche della dittatura, mostrando come l’angoscia e il sospetto si insinuino nei gesti quotidiani, nei silenzi, nei rapporti familiari.
Dicotomia tra percezione e azione, tra realtà e sua narrazione, tra storia e finzione, l‘identità assume ruolo centrale. Sia essa vera o fittizia, inventata o derubata, contribuisce alla paranoia e allo smembramento del sé, del suo essere. nel caso Armando detto Marcelo. O viceversa. Un immenso Wagner Mourna che regge solo tutto il film in una sequenza di emozioni, smorfie, vicissitudini, fino ad essere alla fine persino figlio di se stesso.
Tutti i tasselli di un’esistenza smantellata, sono li proposti come tessere di un puzzle dal visionario cineasta brasiliano. Sta al pubblico rimetterli assieme come crede.
Masticature di giallo. In magliette, cabine telefoniche, abiti, interni, auto. Come il maggiolino guidato agli inizi dall’attore eccelso Mourna, funzionano come puntelli e perni indimenticabili.

E poi le architetture. La fotografia. Persino la Locandina.
Alcune musiche splendide di Mateus Alves, Tomaz Alves Souza, come I Love to love di Tina Charles sono ganci perfetti.
Forse proprio perché la madre del cineasta era una storica, il film insiste su diversi elementi legati all’archivio, alla registrazione e alla memoria anche orale. Ad esempio le cassette audio diventano oggetti narrativi che attraversano il tempo e mettono in contatto generazioni diverse passate e attuali. Le fonti non ufficiali e i materiali marginali (fotografie, audio, documenti non catalogati) assumono un ruolo centrale a riprova di ciò che si vuole cancellare o ricordare
Ponti verso un passato andato, verso una nostalgia sistemica, sono esempio del saper fare cinema, come Mendonça Filho ben dimostra, dato che il suo film è candidato all’Oscar per il Brasile, e ha già vinto molti premi da Cannes ai Golden Globes.
La regia e la sceneggiatura di Kleber Mendonça Filho attraggono come falene la luce. A riprova che l’eleganza e l’onestà non decadono mai.

In un luogo e un’epoca non diversa da oggi, in cui la vita valeva meno di zero, li il Brasile del 1977, dove sparizioni, regime, paranoie e violenza gratuita erano all’ordine del giorno, il film colpisce per le devastanti assonanze con l’oggi. Si parla di ieri per riflettere bene anche sul contemporaneo. E ‘alzare le orecchie’.
E la ‘Storia’, con o senza esse maiuscola, non è radicata solo in un luogo specifico del mondo. Perchè ormai è così ovunque! Regimi, soprusi, vittime, scandali, morti, anche in paesi cosiddetti democratici la democrazia latita. Mendonça Filho racconta tutto e lo colloca in una cornice sia visiva che auditiva perfetta.
Il film è ambientato durante la dittatura militare, un’epoca segnata dalla repressione, dalla paura e dalla delazione.
Girato tra Recife e São Paulo, il film L’Agente Segreto si sviluppa come un thriller politico ad alta tensione, ma conserva lo stile riconoscibile del regista: una miscela di osservazione sociale, senso del luogo e utilizzo raffinato del linguaggio cinematografico.
La trama
Nel 1977, in un Brasile ancora straziato dalla dittatura militare, prende vita la storia di Marcelo. Insegnante quarantenne che, nel lasciarsi alle spalle un passato problematico, arriva nella città di Recife sperando ancora di costruirsi una nuova vita e riconnettersi con la sua famiglia. Con il falso nome di Marcelo, va dal figlio nel nordest del Paese in attesa di espatriare. In passato è incappato nelle attività di un corrotto imprenditore genovese ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo.
Giunto lì, ben presto si rende conto che la nuova città è molto diversa dal rifugio idilliaco che sperava di trovare. Un racconto teso e avvincente sulla sorveglianza, la paranoia e le ombre del potere.
FILM CLUB DISTRIBUZIONE e MINERVA PICTURES presentano L’agente segreto
Shortlisted come Miglior Film Internazionale e Miglior Casting all’Oscar, grazie a WAGNER MOURA, MARIA FERNANDA CANDIDO, GABRIEL LEONE. Miglior Regia e miglior attore al Festival di Cannes, candidato a 4 Premi Oscar (Miglior Film, Miglior Film Internazionale, Miglior Attore – Wagner Moura e Miglior Casting)
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