di Gaia Serena Simionati

Le parole sono gli abiti dei sentimenti“.

Samuel Beckett

Eagles of the Republic è un film del 2025 scritto e diretto da Tarik Saleh, con protagonista Fares Fares, eccelso ed elegante attore libanese naturalizzato svedese.

Il film, ottima coproduzione tra Francia, Svezia, Danimarca, è stato in concorso al 78º Festival di Cannes ed è di sicuro il film più bello del 2026

‘Eagles of the Republic’ con Fares Fares è infatti un gioiello di eleganza visiva, cultura, arte spesso blindata da riflessi condizionanti e immorali della politica.

Vederlo farà sentire gli artisti meno soli. Farà altresì capire al pubblico i meccanismi – ormai non solo più italiani – dove il potere entra a gamba tesa sulla cultura e i contenuti di valore, siano essi un film, un articolo, un libro. La censura politica agisce da sempre e imperterrita.

Ma mentre prima nel passato era prevalente in paesi cosiddetti non democratici e soggetti a regimi, oggi questo meraviglioso noir anche omaggio al cinema di Lang e Wilder, oltre alle enormi produzioni del passato egiziane – offre lo spunto per riflettere anche sulla situazione al di qua dell’equatore e in paesi che offrono libertà di espressione. Anche se spesso così non è.

Questo viene occultato, mascherato, non detto o persino minacciato di morte. La potenza del film nasce anche dalla sua autenticità, collegata al vissuto del regista esule da anni.

La capacità poi di tenere lo spettatore sulle spine della vicenda, tra spionaggio, (vedesi l’altro caso egiziano del film su Regeni e il rapporto coi regimi) usando un pò il noir, un pò la penombra misteriosa da Cleopatra in poi, sia dell’amore, che dell’Egitto, paese in cui Saleh non rientra da anni, fa la potenza del resto.

E raggiunge un risultato altissimo!!

Da li poi la caduta delle maschere – si legga menzogne – siano esse attoriali, politiche o di potere, il passo è breve e spesso nel vuoto!

Sinossi

George Fahmy è, anzi era, il più popolare e amato divo del cinema egiziano. Le autorità però compromettono e giudicano scandaloso il finale del suo ultimo film. Così egli si vede costretto ad accettare di recitare in una bieca pellicola di propaganda del regime di Abdel Fattah al-Sissi.

Pur con nessuna somiglianza né apparente né reale, il divo non riesce a sottrarsi dalle volontà politiche. Essi lo acclamano come artista in quello scomodo e autocratico ruolo.

Pena persecuzioni anche verso suo figlio studente che vive con la madre, separata solo di fatto dall’attore per evitare scandali. Accettando il ruolo con riluttanza si ritrova però risucchiato nella cerchia ristretta del potere e nelle sue dinamiche. Come una falena attratta dalla fiamma, immerso in un mondo di potere e intrighi, George, che non ha mai saputo essere immune al fascino femminile, inizia una relazione.. Così si innamora a suo rischio e pericolo della splendida e enigmatica moglie di un generale, incaricata, fra l’altro, di supervisionare il film.

Produzione

Con un meritatissimo budget, pari a 9 milioni di euro, Eagles of the Republic è uno dei film in arabo più costosi di sempre. Così come i precedenti Omicidio al Cairo e La cospirazione del Cairo, è stato girato in Turchia, essendo interdetto l’accesso in Egitto al regista Tarik Saleh dal 2015. Le riprese si sono quindi tenute ad Istanbul. La post produzione si è svolta a Göteborg, in Svezia.

Distribuzione

Il film è stato presentato in anteprima il 19 maggio 2025 al 78º Festival di Cannes. Sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane dalla Svensk Filmindustri con Movies Inspired a partire dal 23 aprile 2026


Le aquile della Repubblica

Thriller – Francia, Svezia, Danimarca 2026 – durata 125’

Titolo originale: Eagles of the Republic

Regia: Tarik Saleh

Con Fares Fares, Lyna Khoudri, Amr Waked, Cherien Dabis, Zineb Triki, Suhaib Nashwan

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