di Gaia Serena Simionati

Aïcha (Una sconosciuta a Tunisi) (123’, 2024), diretto da Mehdi Barsaoui, esce il 24 luglio.

Si narra la storia di Aya, quasi trentenne che sopravvive a un incidente stradale, a Touzeur. La giovane, il cui nuovo nome sarà Aïcha che in arabo significa vita, inizia appunto una ‘nuova vita’, cercando di essere finalmente libera e invisibile a Tunisi.

Tratto da una storia vera il film sembra inanellare una serie infinita di accadimenti impossibili per l’Occidente, ma in realtà più consueti che mai.

'Aïcha, Una Sconosciuta a Tunisi'

Una storia quasi pirandelliana che dall’immobilismo iniziale e da una predeterminazione obbligata femminile, si evolve in via di fuga, emblema di coraggio e rinascita. Una corsa verso la libertà in un mondo che non perdona l’errore.

Corruzione politica e della polizia. Mondo sottomesso delle donne. Soprusi familiari e difficoltà economiche. Di questo e molto altro parla il sofisticato film, ambientato in Tunisia, dal titolo Aïcha, Una Sconosciuta a Tunisi.

Distribuito da I Wonder, con raffinatezza di scelte, ‘Aïcha, Una Sconosciuta a Tunisi’, allarga la visione monoculare Italiana per far riflettere sulla situazione femminile che spesso va esacerbandosi ovunque, qui in particolare del mondo arabo contemporaneo e mediterraneo.

Diretto da Mehdi M. Barsaui con Fatma Sfar, Nidhal Saadi, Yasmine Dimassi, Hela Ayed, i 123 minuti vuoi per originalità di script, ottima recitazione molto credibile, cambio di registro da analisi sociale di un paese e di una vita a quasi thriller, scorrono senza indugi.

'Aïcha, Una Sconosciuta a Tunisi'

Aïcha, Una sconosciuta a Tunisi: le parole del regista

Il film nasce da un fatto di cronaca realmente accaduto. “Nel 2019, una giovane donna sopravvissuta a un incidente di autobus ha deciso di fingersi morta per vedere se i suoi genitori l’amavano davvero. Una storia tanto assurda quanto tragica”, ha ricordato il regista. “Ho pensato: quanto dolore ci vuole per prendere una decisione del genere? Quanto senso di fallimento personale e sociale?”.

La potenza dei luoghi, una Tunisia bipolare

Un sistema marcio e malato, la corruzione imperante, una città simile all’occidente che vende i suoi miraggi: discoteche, droghe, prostituzione espedienti per far sembrare una vita più luccicante, in realtà bieca, piena di sotterfugi, imbrogli e falsità. L’agognata ricerca del sé della protagonista passa attraverso perdita, dolore cataclismi privati e pubblici senza sosta. Dal sud al nord, seppur per modalità differenti, tutto e ugualmente deludente, dentro e fuori la famiglia.

“Le città sono personaggi. Tozeur è monotona, opaca, stanca. Tunis è caotica, seducente, piena di possibilità. Ma anche piena di trappole. Quando Aya diventa Aïcha, si illude di essere libera, ma scopre che la verità ha sempre un prezzo”.

La sinossi di Aïcha, Una sconosciuta a Tunisi, la storia dietro a un fatto di cronaca

Aya ha quasi trent’anni e vive una vita senza sogni in una cittadina nel sud della Tunisia. Quando il minivan che la porta ogni giorno a lavoro rimane coinvolto in un incidente di cui lei è la sola sopravvissuta, le si presenta l’occasione unica di sparire e iniziare da capo. E così si trasferisce a Tunisi con un nuovo nome, sconosciuta in una città tutta da scoprire. Ma la ritrovata libertà è messa a repentaglio quando la ragazza è testimone di un abuso della polizia ed è chiamata a mettere in gioco il suo futuro e la sua stessa identità.

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