Poche gocce di sangue.
Questo prometteva Elizabeth Holmes, fondatrice di Theranos, per rivoluzionare gli esami del sangue con una tecnologia capace di effettuare numerosi test.
Ahimè la sua visionaria, ma truffatrice ideatrice, dopo il crollo dell’azienda, è stata condannata per aver frodato gli investitori.
Da lì parte il nuovo documentario in gestazione da 3 anni, proprio da questa storia conosciuta per provare a osservare da vicino, in un mix tra realtà finzione e caduta delle certezze tra pubblico e privato, la persona che si trova dietro il caso giudiziario.
Dopo lo spettacolare Prime Time in anteprima a Venezia 83, Lance Oppenheim assieme a Nathan Fielder ha proposto in segreto al Telluride Film Festival, ‘You Can See Everything’.
E davvero possiamo vedere tutto quello che non ci si aspetterebbe mai; il documentario inizia infatti 34 giorni prima che Elizabeth Holmes si presenti in carcere per iniziare a scontare la condanna.
La donna già ripresa e fonte di interesse anche per Alex Gibney, ora a Venezia83 con il sorprendente ‘Musk’, nel 2019 aveva scritto e diretto su di lei The Inventor: La più grande truffa della Silicon Valley.
Dopo anni, ‘You Can See Everything’ riporta davanti alla macchina da presa, dopo la sua condanna la donna e la sua famiglia.
Realizzato in gran parte in segreto nell’arco di tre anni, il film presentato ora a sorpresa al Telluride Film Festival, ha riscosso molto interesse. Non solo per la bravura certificata anche a Venezia di Oppenheim, ma anche perché aggiunto all’ultimo secondo nella programmazione.
Sinossi
Holmes invita una troupe cinematografica nella propria casa per documentare la sua vita. Le telecamere entrano così nella quotidianità dell’ex imprenditrice, del compagno Billy Evans e dei loro figli, seguendo la famiglia nel periodo immediatamente precedente alla detenzione.
Quello che nasce come un ritratto personale si trasforma invece progressivamente in qualcosa di molto più articolato. Infatti mettendo al centro il ruolo della protagonista con i registi fagocitati nella pellicola, il confine tra realtà, finzione, immaginazione si confonde.
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