« Madames et Messieurs, Voilà Cesarina! » CESARINA FERRUZZI / di Giuseppe Savarino
Ho incontrato Cesarina Ferruzzi, una mattina d’estate sull’isola di Ortigia a Siracusa, nell’incantevole cornice del Castello Maniace. Era lì, non a caso, in veste di madrina per la prima edizione di un interessante evento dedicato all’Empowerment femminile, “Deainyou”, ideato dall’artista Lorena D’Ercole. Inesauribile curiosità, ironia e joie de vivre, ma anche determinazione e resilienza, sono il bagaglio di una donna che per prima in Italia si è occupata di temi ambientali ricoprendo ruoli ai massimi vertici, storicamente appannaggio dei colleghi maschi. Un primato che le è valso l’appellativo di “Madame Déchetes”.
La sua vita sembra scaturita dalla penna di un brillante sceneggiatore holliwoodiano, con la differenza che qui, ogni riferimento non è casuale e che a scrivere di Cesarina ci ha pensato lei stessa. La sua è una storia di emozioni forti, piaceri sublimi, bellezza, caduta e rinascita. Mille donne, un solo Io. Il titolo? Voilà Cesarina, come ad esclamare “Eccomi sono qui! Da sempre innamorata della vita, da sempre fedele a me stessa”.


Una vita straordinaria.
La mia vita è costellata da esperienze incredibili quasi tutte bellissime, alcune drasticamente negative ma anch’esse piene di significato sul mio piano evolutivo. Se rivolgo lo sguardo indietro, posso dire di aver vissuto sempre ai massimi apici, non ho quasi mai avuto momenti di stasi o appiattimento. Da ragazza ero curiosa, instancabile e caparbia, ho ricevuto un’educazione impeccabile ma ciò non ha ammansito il mio animo ribelle e il mio spirito avventuriero. Ho iniziato presto la mia carriera, dopo la laurea mi interessai alle tematiche ambientali quando questo tema in Italia era ancora pura utopia e la raccolta differenziata un lontano miraggio.

In Voilà Cesarina, brevi capitoli si susseguono liberi e indipendenti gli uni dagli altri. Frammenti di memoria, appunti di viaggio e comparazioni spazio temporali raccontati con il garbo e la saggezza di chi ha vissuto molte vite in una sola.
Nel mio ultimo libro racconto il mio vissuto; i mille volti che può avere una donna e le mille personalità in cui può identificarsi. Racconto dei miei incontri all’inizio degli anni ottanta, davvero impensabili per una donna prima di allora. Parlo anche di ciò che mi ha reso “Madame Déchets”, grazie a un grande intervento di bonifica in Libano, effettuato mentre proprio lì, imperversava la guerra. In Montedison avevo un ruolo manageriale importante e considerato che, le quote rosa a quei tempi erano pari a zero, la sensazione di dare fastidio ai colleghi maschi era alquanto tangibile.
Mi fu offerto di partire per il libano perché nessuno in quel periodo voleva andare lì. La guerra intimoriva parecchio e i miei colleghi uomini non avevano nessuna intenzione di partire; cosi pensarono di mandare me, probabilmente convinti di liberarsi finalmente di quella “donna scomoda”. Invece fu per un grande banco di prova e nonostante la situazione fosse difficile e al contempo molto delicata, riuscì a dare il meglio di me e l’operazione ebbe un successo inimmaginabile.








