di Gino Morabito

«Con le mie cicatrici, i lineamenti più marcati, più da donna. Mi piaccio!»

Cantante, modella, ballerina, comincia giovanissima a farsi strada nel mondo dello spettacolo. Balzata agli onori della cronaca per la tremenda esperienza ormai drammaticamente nota, decide di dedicarsi alla sensibilizzazione su tematiche di stringente attualità come la violenza sulle donne e il reato di omicidio di identità. Oggi la storia di Gessica Notaro è un messaggio di forza e speranza.

Leitmotiv della sua vita è la grande passione per i cavalli. Ci sono sempre stati, in ogni momento. Specialmente durante quello più delicato.

Quella sera stavo rientrando dalla scuderia… Gli animali non ti giudicano mai. Hai la sicurezza che, qualsiasi cosa succeda, loro ti vedranno sempre allo stesso modo, valutandoti per la tua energia. Al cavallo non interessa se in quel periodo hai una difficoltà, ti tratta esattamente come ti trattava prima e questo inevitabilmente ti sprona a reagire. In quel periodo, con la faccia massacrata, trovavo difficoltà a mantenere l’equilibrio, perché guardavo il mondo con un occhio solo. Avevo un cavallo molto forte e non riuscivo facilmente a montare in sella. Quello è stato lo stimolo! Mentre tutti ti vedono come la poverina con un occhio solo, il cavallo ti vede come la persona di sempre e, se vuoi montarlo senza sbattere contro un muro, devi reagire e lottare.

Gessica Notaro Red Carpet MagazineVolto noto dello spettacolo, è impegnata affinché sia introdotta una legge per omicidio d’identità: una pena per chi, sfregiando, toglie la possibilità alle persone di riconoscersi allo specchio, uccidendole psicologicamente.

Oggi, guardandomi allo specchio, mi riconosco. Ma so anche di essere stata molto fortunata. Sono uno di quei rari casi in cui si è riuscita a conservare la fisionomia. Somiglio molto a quello che ero prima. Rovinata magari, ma non troppo diversa. Perseguo l’obiettivo di ritornare com’ero e lavoro in quella direzione, però mi piaccio. Con le mie cicatrici, i lineamenti più marcati, più da donna. Mi piaccio!

“Essere donna, richiede coraggio. Cambiamo il finale”. È lo slogan che sintetizza gli intenti di Senza veli sulla lingua, l’associazione no-profit che si occupa di contrastare la violenza di genere, in tutte le sue forme e manifestazioni.

Ogni giorno ho a che fare con vittime di violenza che mi chiedono aiuto e molte di queste sono donne in carriera, che risentono del mobbing sul lavoro da parte di capi maschi. Io penso che l’uomo, non quello con la spina dorsale, ma quello insicuro, il tipo – ahimè – molto più comune, soffra di un complesso di inferiorità nei confronti della donna. A fronte di tanti uomini sicuri, purtroppo ce ne sono tantissimi altri che hanno bisogno di centrare il proprio ego e si mettono in competizione.

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