Lei direbbe di lui così: Carramba che sorpresa!
E proprio grazie a Lei, la Raffaella nazionale, che la sua carriera, iniziata con uno spot, decolla.
Poi da uno spot a un ciak è un attimo.
Ora Massimiliano Varrese dopo essere stato ballerino, cantante, attore si cimenta anche con la regia. Ma non solo questo.
Possiede una grande consapevolezza energetica che va oltre il mondo dello spettacolo e tocca ‘corde invisibili’, ma reali.
Studio arti marziali da quando ho 5 anni – racconta, come un fiume in piena – Massimiliano
Insegna il kudo. Ha ideato un metodo di training olistico, totale e attoriale utilizzato anche da psicologi e medici. Un metodo adatto alla mente occidentale per gestire l’ansia da prestazione scenica, come coadiuvante al riequilibrio psicofisico. Ha fatto della sua parte spirituale la sua forza, parte integrate del suo percorso d’artista. Ho sviluppato la capacità di pregare e meditare allo stesso tempo e l’uso dell’energia interna che non è una cosa aleatoria, ma è misurabile. Infatti nella medicina cinese è la prima circolazione, attraverso i meridiani che sono filamenti di acqua fotografati. La circolazione interna è ora tangibile
Il grande fratello? è uno spazio, una situazione molto alienante, ma grazie alla capacità di lavorare su me stesso sono riuscito a tenere un equilibrio. La capacità di lavorare su me stesso mi ha davvero salvato

Vita, morte e ‘miracoli’ di Massimiliano Varrese
Una vita caleidoscopica, che evolve di colpo di scena in colpo di scena. Pur se a volte eventualità anche non molto piacevoli, come la recente shit storm causata dalla lite con una concorrente al GF, Varrese esplora anche tante opportunità artistiche tra lo yin e lo yang.
Attore, regista, ballerino, cantante e scrittore, Massimiliano Varrese è un artista a tutto tondo. Guru di Meditazione e discipline olistiche, la sua carriera inizia però nel 1997 con uno spot. La svolta quando Raffaella Carrà lo lancia come cantante e ballerino in Carramba che fortuna.
Recita poi in diverse fictions come Carabinieri, Grandi Domani, Il Bello Delle Donne, Il Sangue e La Rosa. Nel 2019 è concorrente di Amici Celebrities, arrivando in finale. Insegna in una scuola di recitazione, avendo ideato un metodo di training olistico attoriale che ingloba recitazione, respirazione e discipline marziali. E’ anche grande appassionato di queste arti orientali (è maestro di Kudo), arriva a judo e karate fa sua la loro filosofia di meditazione.
Ispirato da questi temi e eventi di vita vissuta ha scritto il libro Il Mio Guru Sgangherato (2023). Passato poi dal Grande Fratello, arriva ora al film, da lui diretto e tratto del suo libro L’estate è già finita.
Presentato nella sezione cortometraggi italiani al COLIFFE di Roma, vince il Premio come Miglior Regia.
GSS: a 18 anni tutto è iniziato con uno spot. Avendo la macchina del tempo torneresti indietro e cambieresti percorso o ‘riaccenderesti’ questo KARMA?
MV: rifarei tutto. E’ stata un’esigenza vera, di esternare emozioni, di lavorare su di me, non per diventare famoso. Volevo fare questo lavoro perché avevo un’esigenza interiore di conoscermi, come con le arti marziali. L’artisticità e le discipline orientali mi hanno dato l’opportunità di conoscermi e mettermi in gioco come persona. Ogni incontro artistico è stato sempre un lavoro interiore che andava di pari passo con l’arte.
GSS: Da quel ragazzo sorridente, con la fascetta spegnisudore in testa, molto anni ’80, affacciato alla porta dell’audizione del video, remake di Saranno Famosi , It’s raining man di Geri Halliwell, cos’è cambiato? Chi è diventato quel giovane ballerino e soprattutto si piace più oggi o allora?
MV: sono molto felice di quello che sono oggi, un artista coraggioso. Cerco in credere in quelle che sono le mie capacità. Tutte le esperienze fatte mi hanno portato a lavorare con i grandi. Così ora cerco di donarle in modo coraggioso. All’epoca avevo la paura del giudizio. Oggi invece entro in scena, sul palco, sul set libero. Mi dono senza più aver paura di sbagliare, anche perché ho fatto molto lavoro su di me. Certo poter tornare indietro ai vent’anni, portando la consapevolezza di oggi, sarebbe fantastico, ma col senno di poi …
GSS: e se avessi una lavagnetta magica cosa cancelleresti o riscriveresti?
MV: ma forse la capacità di dire subito di no, cioè di affermare il propria volontà. Tutto fluisce in una crescita. Allora venivo preso per troppo buono. Ho imparato a dire di no. Non cancellerei niente perché tutto è un disegno superiore. Sono sempre stato un pò avanti nel pensare e nel capire la vita dal punto di vista energetico e di frequenze. Però prima avevo la presunzione di dire: “io mi costruisco il mio cammino attraverso la mia visione”. Poi ho capito che c’è anche un disegno divino, che viene dall’alto, siamo di fronte ad un bivio. Dobbiamo decidere se seguire il nostro destino, oppure contrastarlo, cambiarlo.
GSS: “Avere fama significa che milioni di persone hanno un’idea sbagliata di chi tu sia.” Questo ha detto Erica Jong. Che ne pensi?
MV: sai da una parte è giusto, perché spesso le persone confondono il messaggio con il messaggero. Si fermano a quello che tu rappresenti. Però imbastendo un rapporto con le persone che ti seguono, piano piano esse capiscono chi sei, anche attraverso le tue scelte difficili.
C’è una parte di pubblico che rimane fermo all’apparenza. Ma un’altra parte sa che se coltivi il rapporto e ti metti a nudo, capiscono il messaggio che porti. E iniziano davvero a capire chi sei. Oggi chi mi segue sa che persona sono. E’ anche un pò una sfida personale mettersi a nudo e io ho fatto questa scelta netta.
Un’esperienza come quella del Grande Fratello una volta nella vita va fatta perché, come esploratore di emozioni e del mondo dello spettacolo, il nostro lavoro è questo. Io la rifarei.
Tutto quello che ho fatto è sempre stato un mezzo per farmi elevare spirituale. Anche li, al GF. Ho imparato a lasciare andare, ad affidarmi, a confidarmi in Dio se vogliamo chiamarlo così, ad avere la fiducia e attendere che tutto poi viene rimesso in ordine. C’è elevazione nella fiducia, nella fede, nei valori.
GSS: normalmente gli artisti amano la solitudine. Questa tua ricerca interiore di sicuro richiede momenti di sano egoistico solipsismo. E’ strano riuscire a coniugarla con quella parte di notorietà che spesso muove energie molto basse. Ma come fai?
MV: in natura tutto e yin e yang, positivo negativo nella polarità energetica, bene e male. Io ricerco e ritrovo questo continuo equilibrio. Ho capito qual’è la mia missione personale: riuscire a stimolare le persone attraverso l’arte, alla crescita personale, spirituale, senza giudizio. Quando tu chiarisci con te stesso cosa vuoi fare con il tuo talento, ho fatto delle scelte mirate. Sono loro che hanno scelto me, per portare determinati messaggi, allora ti arriva un altro tipo di talento artistico.
Così anche questo continuo equilibrio, stimolarle alla crescita interiore mi ha portato anche a fare scelte artistiche diverse, per portare avanti determinati messaggi. Cerco di fare in modo che le persone mi seguano e percepiscano questo. Così facendo si avvicinano loro al mio mondo di crescita spirituale. Come si sa in natura tutto è frequenza. Se vibri a quella frequenza attiri persone che hanno bisogno di quello. Siamo fatti di Hertz
GSS: di sicuro tu eri un ragazzo timido e forse lo sei ancora un pò. Che consigli daresti ai giovani di oggi, così chiusi, spesso bloccati, per vincere questi ostacoli alla piena realizzazione del sé?
MV: cerco di spingerli a sognare in grande, e avere il coraggio di seguirli. Poi di fare arte o sport, cercare di disciplinarsi. Oggigiorno non c’è disciplina si tende a lasciare tutto subito. Non si è educati al coraggio, nel superare le difficoltà. Uno dei miei motti è il sognatore deve essere più forte del sogno.
GSS: Trovo che la timidezza abbia una sua poesia quando non limita la vita. Tu come hai fatto però a spogliarti di essa? Chiedo per i tanti ragazzi che dopo il Covid sono rimasti imprigionati in se stessi, in casa, nel loro corpo.
MV: le arti marziali mi hanno aiutato tantissimo in questo. Impari a rapportarti con l’altro e con il contatto fisico che ti mette a nudo. Devi uscire da una difficoltà fisica nel rapporto con l’altro e non puoi se non usando il corpo dell’altro come mezzo. Già il contatto fisico ti tira da questo. Anche i giovani vi si dovrebbero affidare.
GSS: E quindi dato che gli hikikomori sono tantissimi oggi, consiglierei ai giovani anche il teatro?
MV: Certo assolutamente. Anche il teatro è una grossa terapia. Mi rendo conto che non conoscono proprio il loro corpo, non hanno capacità di connessione con il corpo e mettendoti in connessione con il corpo tu conosci te stesso. Assolutamente lo metterei come una forma di medicina principale l’arte marziale.
Il mio percorso era legato all’esigenza di conoscermi e scoprirmi. Ho cominciato a ballare per strada ed è diventato un mestiere. Cercavo di uscire fuori dalla mia timidezza. Ero timido e grazie alle arti marziali sono riuscito a lavorare su questo aspetto. Poi la danza e la recitazione hanno completato il percorso.
GSS: Mazza che guru!
MV: Infatti il titolo del mio ultimo libro è il Guru Sgangherato (2023).
GSS: E l’altro ?
MV: L’estate è già finita è del 2011. E’ un romanzo di formazione, basato sulla mia adolescenza. Narra la storia di due amici, in passeggiata sulla maremma toscana e si pongono le prime domande spirituali sulla vita. Se la vita è così come la vediamo. o la scriviamo noi. Il film è onirico ed è ispirato al mio romanzo. Parla dell’adulto di oggi è l’artista che fa un bilancio della sua vita, la persona che ho perso è figurativa, l’amicizia, l’infanzia, l’adolescenza.
L’adulto di oggi che ho interpretato é un alter ego. Se perdi te stesso, la parte innocente, il bambino interiore, lo devi ritrovare. Tanto che l’adulto che interpreto io, va di nuovo al campo di girasoli perché torna verso se stesso.
GSS: un libro. Un film. Un quadro che ti hanno cambiato il dna.
MV: un film sicuramente è L’attimo fuggente (Dead Poets Society, 1993, Peter Weir). Visto da piccolo, mi colpì particolarmente. Ha segnato molto il mio modo di leggere le cose. Mi ha fatto cominciare a non accontentarmi di una singola risposta, di quello che ti viene detto in tv. Volevo chiedermi davvero i perché. E poi a salire sul tavolo per vedere un altro punto di vista, mi ha aiutato in questo.
Un libro invece è La biologia delle credenze di Bruce Lipton, racconta di come l’ambiente in cui cresciamo ci modifichi il dna e quindi anche la cellula. Anche tu puoi condizionare l’ambiente in cui cresci.
Il quadri che mi hanno colpito di più sono stati ad una mostra a Firenze. Da studente ci hanno portato a vedere Arcimboldo. Lì rimasi folgorato. Mi colpì talmente tanto che capii che la natura è nel tutto. E che quella parte era parte del tutto. Noi siamo natura ed esiste una compenetrazione delle cose, delle persone..
GSS: ti piace l’arte contemporanea?
MV: si e no. Dipende
GSS: Hai un regista preferito? E se si perché lui?
MV: No non ce l’ho. Purtroppo non ho mai avuto idoli. Ma certo che se mi arriva Sorrentino e mi dice vieni a fare un film, sarebbe un sogno.
GSS: Che strano. E allora una musica, una canzone?
MV: Guarda tra i cantanti Sting, George Micheal e poi la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso. La scena finale in cui il protagonista si guarda tutte le scene di baci, è la scena più emozionante e commovente del cinema. Da romantico quale sono ho sempre sognato una scena così. Diciamo che sono rimasto al 1800
GSS: Il mio guru sgangherato è la storia di un moderno viaggio iniziatico occidentale e simbolico, insieme fatto di meditazioni, visualizzazioni coraggiose … hai pensato di trarne un altro film?
MV: Il mio guru sgangherato è arrivato nella libreria del Goetheanum, tempio di spiritualità in Svizzera. E’ una costruzione monumentale, progettata da Rudolf Steiner, eretta a Dornach, nei pressi di Basilea in cui vige l’antroposofia. Io scrivo spesso per immagini, per visualizzazione. Sia la storia del libro che anche il modo in cui è scritto si presta molto alla realizzazione cinematografica.
GSS: Balli, scrivi, reciti, canti. Poi la parte spirituale quindi qual’è, se c’è, il tuo canale espressivo preferito?
MV: Mi piace di più creare. Stare in scena, ma anche per gli altri. Ad esempio, l’altro giorno ero a fare le coreografie in uno spettacolo teatrale di un amico. Mi piace mettere a disposizione la mia competenza, creare anche per gli altri
Scrivere l’ho sempre fatto e lavoro sul training olistico, scrivo anche testi di canzoni e collaboro con case discografiche. Ho lavorato con cantautori importantissimi. La scrittura mi piace tantissimo perché proprio mi libera. E’ un’esigenza vera, quella di tirar fuori. Dal latino, ex movere , mettere in azione. Non c’è differenza, perchè l’arte racchiude tutto.
GSS: E come hai imparato a recitare?
MV: Per la recitazione ho usato molto la tecnica di Ivana Chubbuck. E’ un metodo molto moderno di Hollywood che lavora molto sulle emozioni, sulla psicologia, e va molto in profondità.
(NDR. La Tecnica Chubbuck inizia con l’identificazione degli obiettivi del personaggio. Gli attori sono incoraggiati a comprendere ciò che il loro personaggio vuole raggiungere in ogni scena, focalizzandosi su obiettivi concreti e tangibili che guidano l’azione).
GSS: Come riesci a conciliare la parte spirituale, il tuo essere di buono con i ruoli brutti cattivi pieni di violenza di sesso gratuito?
MV: quando devo fare il cattivo mi viene meglio, perché mi piace mettermi in gioco ed esorcizzare il lato oscuro che non mi appartiene. Oggi c’è molta violenza e sesso, quasi porno, nel cinema. Non c’è n’è bisogno. Non sono cose utili
alcuni preferiscono per avere piu risultato violenza horror splatter
MV: metterei molto in discussione,
GSS: hai mai rifiutato dei ruoli così?
MV: Ad oggi ancora no, perché non mi sono mai stati proposti, per la missione che ancora è molto chiara in me. Il male sta prendendo il sopravvento e bisogna avere la forza per lottare al contrario. Anche perché sono padre di una figlia femmina.
GSS: Un sociologo ha detto che la notorietà ti mangia l’anima. Cosa ne pensi?
MV: la notorietà si mangia l’anima se non riesci a mantere te stesso e la tua spiritualità in linea.
GSS: Quindi non si scende a compromessi?
Mv: no mai. Mai. Almeno io ho sempre fatto questo e ne vado fiero.
GSS: Nuovi progetti? Come è andata questa regia L’estate è già finita, che se non sbaglio è la tua prima?
MV: Videoclip a parte, in realtà avevo curato anche la regia di MI-KA-EL, C’è altro guardando oltre? è un docufilm sull’Arcangelo Michele, un medio metraggio di 50 minuti. Presentato in anteprima mondiale al Festival di Taormina nel 2019, oggi è un cult nel mondo dello spiritualità. Pensa che ero partito semplicemente come attore, poi invece ho preso in mano tutto.
GSS: E L’estate è già finita. Due personalità in una o sbaglio?
MV: Mentre l’estate è gia finita è il primo corto. Mi è piaciuto. Ne vorrei fare un lungometraggio. Ci ho messo i miei due allievi di accademia, giovani. Mi è piaciuto dare spazio a persone che si stanno affacciandosi adesso alla recitazione. Mi piace mettere in scena dei quadri che vedo dentro di me.
GSS: Rivedendolo hai trovato dei difetti? E la produzione?
MV: a livello produttivo ho lavorato con Visual cam. Avevo già fatto con loro anche La ballata del Trasimeno (2023) parla del blues, basato sul festival di musica che c’è in Umbria. Da un malessere personale, un poliziotto che è sotto copertura, inizia a ritrovare se stesso attraverso musica e il contatto con la natura. Ne trarremo una serie. Difetti? certo. Ho girato di corsa. Poi c’e sempre qualcosa che si rifarebbe.

GSS: Da poco è uscito un bellissimo e potente film Il Gladiatore II di Ridley Scott. Li, e ora come allora, da millenni, sembra non spegnersi mai la strana esigenza dell’uomo, dentro ad un’arena, di linciare il prossimo. Ecco il Gf mi ricorda un pò quello. Cosa sei tu? Più un gladiatore, un masochista o che?
MV: be in realtà mi chiamano Il samurai, forse non a caso. Mettersi in gioco è una grande sfida anche emotiva. Ogni cosa può insegnare molto anche a livello spirituale. La gente butta sugli altri la propria rabbia o le frustrazioni personali. Io non rinnego e imparo.
GSS: E internet e le shit storm? Consigli?
MV: Beh per il mondo tossico del web ho fatto una campagna contro la non violenza su internet. Le persone non si informano, ti offendono, ti minacciano. Chiunque viene nei miei social è come se venisse a casa mia. Deve avere rispetto. Ho fatto anche una dichiarazione alla Camera dei deputati perché io sono forte e reagisco ma c’è gente che si uccide per questo. Le persone devono avere una identità digitale ben precisa, devono essere schedate, come quando guidi e hai la patente, che non deve essere falsa. Da quando ho iniziato a fare screenshots, bloccare, denunciare, hanno smesso. Anche grazie alla polizia cibernetica. Le persone che fanno questo su internet vanno riconosciute e punite.
GSS: infine nuovi progetti? Ce ne parli
MV: Un nuovo musical per il giubileo 2025, una commedia NO REPLICA appena debuttata al San Babila. Poi la Reunion Carramba Boys in tributo a Raffaella Carra’. Un nuovo progetto discografico e altre nuove regie..
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