di Gaia Serena Simionati

 

Se si trova il modo psicologico di definire il male si può impedire che tutto questo avvenga di nuovo 

Una serie di attori strepitosi, “NUREMBERG” vede Russell Crowe, Rami Malek, Michel Shannon, solo per citarne alcuni che esagerano la loro bravura, confermandola.

'Nuremberg' Russel Crowe

Uno su tutti?

L’indimenticabile Roger Sterling di Mad Man, l’uomo amante dell’arte di Pollock e Rothko, dalla simpatia travolgente – Jhon Slattering è qui meno gozzovigliante tra whisky e femmine, ma più alle prese con il dramma della gestione e prigionia dei più feroci nazisti.

L’impegnò è totale nel cercare di evitare che si suicidino, come erano riusciti a fare già Hitler e Himmler.

Sagaci i dialoghi che, assieme a un’ottima fotografia, un dinamismo imperante ed elementi storici, prima del libro Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai non ben conosciuti, fanno si che le due ore e trenta volino.

Presentato come film di chiusura al 43° Torino Film Festival, sarà nelle sale dal 18 dicembre distribuito da Eagle Pictures.

Russell Crowe veste quindi i ‘larghi’ panni di Hermann Göering, il gerarca nazista ben interpretato nell’interessante film sul processo di Norimberga, la prigionia e il trattamento psicanalitico di Rami Malek, volto a scoprire i mali e danni devastanti messi in campo dai nazisti.

L’interpretazione di Russell Crowe è stata lodata da molti critici, noi inclusi.

Forse la migliore da anni, è come se con l’età si fosse spogliato da pressioni. In questo caso pure parlando in tedesco è eccellente, credibile, arrivato.

Un pò meno nella forma fisica, appositamente creata rotonda e gerarchica appunto.

Certo è che egli seduce non solo Kelly/Malek il suo psichiatra, soggiogato dall’intelligenza, ma anche noi spettatori con un fare sofisticato, temerario e sicuro. Pur essendo una delle figure più temute del suo tempo, sa essere anche seducente e colto, oltre che astuto.

Di sicuro Kelly è vinto dalla potenza energetica di Göering, forse toccato dal fascino del male, anch’egli finirà male.

La pellicola è interessante per l’innovativo punto di vista psicanalitico espletato da Malek, sempre in forma, specie dell’indagine psicologica e profilo dei prigionieri ‘vinti’.

Ora reclusi dagli alleati, preparano la loro difesa a partire dal 20 novembre 1945. Furono infatti 21 i gerarchi nazisti più importanti criminali di guerra nazisti giudicati dal Tribunale Militare Internazionale li.


Tra i più noti figurano Hermann Göring, Rudolf Hess, Joachim von Ribbentrop e Wilhelm Keitel. Questi processi, seguiti da altri 12 secondari, ebbero una grande importanza per lo sviluppo del diritto penale internazionale moderno, anche se la loro portata è stata talvolta criticata.

Michael Shannon, eccelso nei panni del giudice Robert Jackson, lotta per creare appunto questo tribunale internazionale che garantisca metodi e giustizia imparziale.

Incastrato inizialmente tra l‘incubo logistico, un limbo legale e le domande su come si debba decidere di processare, i dubbi di un processo internazionale in cui un paese ne condanna un altro, pur non essendo stati da esso attaccati sono moltissimi.

Anche perchè non ci sono precedenti 

E poi chi si deve mettere alla sbarra? I soldati, i comandanti, lo stato?

Le stesse riflessioni, ora come allora, varrebbero bene oggi per Netanyahu a cui manderemmo volentieri Malek per esaminarne e capirne i meccanismi neuronali in tilt

Diretto da James Vanderbilt e già presentato al TIFF – Toronto International Film FestivalNuremberg è un bel dramma giudiziario, molto contemporaneo date le vicende guerrafondaie universali. Il primo grande processo ai nazisti, tenutosi nell’omonima città tra il 1945 e il 1946, potrà a breve essere seguito da molti altri.

La trama

Durante i processi alleati degli anni Quaranta, dopo la caduta del regime nazista, lo psichiatra americano Douglas Kelly è incaricato di valutare lo stato mentale dei prigionieri nazisti e di stabilire se siano idonei a sostenere il dibattimento per crimini di guerra. Da un giorno all’altro, Kelly si ritrova coinvolto in un intenso duello psicologico con Hermann Göring, braccio destro di Hitler. Una delle figure più temute del suo tempo, ma anche seducente e colto, oltre che astuto, Kelly è vinto dalla potenza energetica di Göering

Le parole del regista

«Nuremberg esplora il fragile confine tra giustizia e vendetta all’indomani di atrocità indicibili. Avvicinandoci all’ottantesimo anniversario di un momento senza precedenti nella storia, questa vicenda appare oggi più urgente che mai e non vedo l’ora che il pubblico possa scoprirla sul grande schermo».

REGIA: James Vanderbilt.

SCENEGGIATURA: James Vanderbilt dal libro Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai.

FOTOGRAFIA: Dariusz Wolski.

MONTAGGIO: Tom Eagles.

SCENOGRAFIA: Eve Stewart.

COSTUMI: Bartholomew Cariss. MUSICA: Brian Tyler.

SUONO: Michael Babcock.

CAST: Russell Crowe, Rami Malek, Michael Shannon, Colin Hanks, Richard E. Grant, John Slattery, Leo Woodall, Wrenn Schmidt, Lotte Verbeek, Mark O’Brien, Andreas Pietschmann, Lydia Peckham, Steven Pacey, Peter Jordan, Wolfgang Cerny, Ralph Berkin.

PRODUZIONE: Bradley J. Fischer, George Freeman, Cherilyn Hawrysh, István Major, William Sherak, Frank Smith, Benjamin Tappan, James Vanderbilt per Walden Media, Filmsquad, Mythology Entertainment, Széchenyi Funds.

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