di Gaia Serena Simionati

Al suo debutto nel lungometraggio ‘Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song’, la potente regista Ester Ivakič colloca, poco prima della dissoluzione della ex Yugoslavia, tra la fine degli anni 70 e 80, una toccante storia adolescenziale.

Ispirato dal libro della scrittrice Suzana Tratnik, Noben glas (Neither voice) è unico film sloveno in concorso a Torino.

 

Ida narra il passaggio cruciale dell’adolescenza in cui il senso della vita prende piede e con esso l’inevitabile paura della morte con le prime perdite, che contribuiscono alla maturazione e crescita di un giovane. Tutto il processo aleggia tra solitudine, poesia, iniziazione e silenzi, corroborati da una bella e curata fotografia senza fronzoli, essenziale a cura di Rok Kajzer Nagode.

'Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song'

Essa si estende su meravigliosi paesaggi, verdi distese e boschi di un villaggio rurale sloveno al confine con l’Ungheria. La riflessione sulla nostalgia dei tempi passati, in cui crescere con la serenità di non avere sempre appresso un cellulare, l’invasività dei socials o le ossessioni dell’apparire, tra trucchi, make up e stupidi selfie chirurgici è meravigliosa.

E soprattutto sana! Anche da sola vale il film!

Proiettato in prima nazionale al 43°Torino Film Festival, il film sorprende anche per l’eccelsa protagonista, la giovanissima Ida (perfettamente interpretata dall’attrice Lana Marić, dal viso antico e intelligente, oggi 13enne.

Focalizzato sulla delicata età che ci traghetta dall’infanzia all’adolescenza mettendo i giovani di fronte alle prime durezze della vita, come la perdita di persone care o separazioni e liti familiari, il film viaggia infatti su quel delicato crinale anagrafico che percorre inoltre il limite fra immaginazione e realtà.

Ester Ivakič, appena 32enne, già in luce come “il volto del cinema sloveno del futuro”, è vincitrice dello Slovenian Film Award al Ljubljana Short Film Festival. A Torino Film Festival, co-sceneggiato con Nika Jurman pone l’audacia di un titolo – sinossi “alla Wertmüller”.

il suo primo film è però soprattutto la favola di un tempo altro, nel quale era possibile vivere con riservatezza e anche in solitudine le proprie emozioni. Una piccola e potente “macchina del tempo” che ci riporta indietro, qualche decennio prima che l’onnipresenza digitale fosse un’ossessione che regola le nostre vite. Arriva al pubblico del terzo millennio con la freschezza di sentimenti universali.


Prodotto da Temporama con il sostegno di Slovenski Filmski Center, in coproduzione con RTV Slovenia, Gustav Film e Film Factorytaliani, in Italia il film proseguirà il suo percorso nei festival da gennaio

'Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song'

Le parole della regista
«Attraverso il mondo della solitudine infantile – spiega la regista Ester Ivakič – volevo mostrare lo spazio tra la leggerezza della vita quotidiana e l’ombra di una perdita inevitabile. Di fronte a questa sensazione, ci si può rifugiare nell’immaginazione, nel gioco, nella solitudine o nel tempo con gli amici, cercando sicurezza ovunque possibile. Il film si svolge principalmente in questi momenti».


Ida, la giovane protagonista, ha il volto e gli occhi curiosi e malinconici della piccola Lana Marić..

È invece un’attrice nota e affermata fra cinema e teatro l’interprete della madre di Ida, l’artista croata Judita Franković Brdar, recente protagonista di un lungometraggio al Tribeca Film Festival.

Mentre l’amatissima nonna, per la quale Ida vorrebbe imparare a cantare nell’illusione che questo possa preservarla dalla morte, ha il volto scolpito di Milena Stropnik, per la prima volta sul set, dopo lunghi trascorsi come operatrice umanitaria e infermiera.


I produttori del film, Andraž Jerič e Jerca Jerič di Temporama e Nerina T. Kocjančič, per lo Slovenski Filmki Center:

«Siamo orgogliosi di essere l’unico film nel concorso lungometraggi di Torino Film Festival non solo per la Slovenia, ma per tutta l’area dell’Europa sud-orientale. La regista Ester Ivakič dimostra che i giovani talenti del cinema sloveno sanno inventarsi storie locali, ma di interesse globale».

In Germania il Cottbus Film Festival, noto evento dedicato al cinema dell’est-Europa, ha accolto la prima presentazione, conferendo una menzione speciale e definendo “magistrale” la regia di Ester Ivakič. E’ per loro come per noi: “un’avvincente testimonianza di innocenza e spiritualità che commuove e ispira profondamente”.

SINOSSI
Ida, dieci anni, vive con i genitori e la nonna in un borgo. Un’intuizione la pervade, quando la salute della nonna comincia a peggiorare. Forse il canto potrebbe tenerla in vita, così come ha saputo rianimarla il giorno in cui l’anziana donna era svenuta, echeggiando misteriosamente dal vicino cimitero. Ida decide così di unirsi al coro della scuola. E’ però stonata e all’audizione viene bocciata. La prospettiva di una perdita inevitabile si intreccia al conforto e alla complicità di un’amica. Con il “pensiero magico” della bambina ci si confronta con le prime prove della vita. La separazione dei genitori schiude un’estate di incontri che prelude a nuove stagioni.


Oltre a Temporama e Slovenski Filmski Center, in coproduzione con RTV Slovenia, Gustav Film e Film Factory, il produttore Associato è Dinaridi Film.

“E’ un’opera fortemente focalizzata sulle inquietudini al confine fra l’infanzia e l’adolescenza, in un tempo che ci vedeva “liberi” di viverle in perfetta solitudine. Non c’era l’ingombrante necessità di sentirci connessi al mondo ogni istante E nemmeno l’onnipresente invadenza di un parallelo digitale


Il film è stato girato nel borgo di Vučja Gomila e nei dintorni, nella storica regione slovena del Prekmurje, sul confine di nord-est verso l’Ungheria. Si vedono le colline di Škofja Loka nell’Alta Carniola, non lontano da Lubiana.

Il personaggio di Ida, al quale Ester Ivakič ha dato vita seguendo anche memorie e ricordi personali. Approda al cinema per la prima volta nei suoi 74 anni la nonna di Ida, Milena Stropnik, un passato da infermiera, volontaria e filantropa.

Più donne incrociano il loro cammino con personaggi maschili. Abbiamo tra loro il padre di Ida e marito di Ivana, l’attore Matej Puc, protagonista di serie TV e lungometraggi. Per la prima volta si cimentano invece in un film molti personaggi dell’opera, fra questi naturalmente i compagni e compagne di scuola di Ida.


La regista e il cast


Ester Ivakič (1992) è una regista, sceneggiatrice, montatrice e artista visiva che lavora con l’arte cinematografica in vari modi dal 2015. Si è laureata presso la Scuola d’Arte di Nova Gorica con una laurea in Arti e Pratiche Digitali. Ha proseguito gli studi magistrali in Regia Cinematografica presso l’Accademia di Teatro, Radio, Cinema e Televisione (AGRFT) di Lubiana. Nel 2016 ha ricevuto una menzione speciale della giuria allo Slovenian Film Festival per il suo film di laurea “Srdohrd”. Ha scritto, diretto e montato cortometraggi e video musicali, scrivendo anche la sceneggiatura e partecipando a vari workshop per sviluppare il suo lungometraggio d’esordio.


Ida, Lana Marić è nata nel 2011, è una 13enne allegra e curiosa, interessata a tutto e desiderosa di cimentarsi in qualsiasi cosa. Suona il pianoforte e il violino e ha studiato danza classica, recentemente è passata all’hip- hop. Ama anche ascoltare musica, soprattutto K-pop. Il suo gruppo preferito sono le BlackPink, e le ha già viste dal vivo in concerto molte volte.
Tereska, Liza Muršić 2012, è un’adolescente estremamente sensibile e creativa, interessata a varie forme di espressione creativa. pittura, la scultura.

Ama anche il cinema, guarda i film in modo analitico e attualmente sta concentrando la sua attenzione creativa sull’animazione stop-motion, ispirandosi ai film d’animazione di Tim Burton.

Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song

Slovenia / 2025 / 109 min / DCP 2K / colore Scritto e diretto da: Ester Ivakič Co-sceneggiatrice: Nika Jurman
Direttore della fotografia: Rok K. Nagode

Musica: Alenja Pivko Kneževič e Simon Penšek Montaggio: Andrej Nagode
Scenografie: Eva Ferlan
Costumi: Ina Ferlan
Truccatrice: Lea Bratušek
Progettista del suono: Samo Jurca
Produttori: Jerca Jerič, Andraž Jerič
Protagonisti: Lana Marić, Liza Muršič, Judita Franković Brdar, Matej Puc, Milena Stropnik, Petja Labović, Mila Peršin, Miranda Trnjanin, Eva Stražar, Lara Maria Vouk
Prodotto da Temporama
Coprodotto da RTV Slovenia, Gustav Film (SI), Film Factory (SI) Produttore Associato: Dinaridi Film (HR

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