‘Soldiers of song’ di Ryan Smith
Abbracci.
Connessioni sensoriali
Era il 24 febbraio 2022. L’inizio del più remoto incubo.
I confini dell’intoccabile Europa, l’Ucraina, messi sotto attacco. L’incubo che, dopo 4 anni, (e già nel 2014) non solo non si è ancora concluso, ma minaccia di peggiorare grandemente.
Dal primo attacco di Putin alle 4 di mattina, la Russia, ininterrotta, continua l’offensiva e cerca di estenderla oltre.
Una delle forme intelligenti per resistere e contrastare o risanare è la musica.
Gitana e popolare. Classica o animata da violini e archi. Eseguita da singoli cantori d’opera, o popstar e rockstar.
Di qualsiasi sia il genere, ognuno dei potenti pezzi eseguiti è motore e colonna sonora di ‘Soldiers of song’. Oltre che guarigione sciamanica, canto/musica che assolvono alleviano ferite psicologiche o fisiche.
Persino spirituali.
Molti dei bellissimi brani di musica varia ed eterogenea, così come farebbe una corona di fiori, ammantano tombe, abbelliscono, confortano coloro che per difendere identità e patria si confrontano indelebilmente con dolore e morte
Anima contro corpo.
Spirito che diviene strumento di sollievo, insieme alla bellezza, il canto, il coro, il suono la condivisione della musica.
‘Soldiers of Song’ è quindi un commovente racconto olistico che semina e intesse una chiara visione di aiuto, attraverso empatia solidarietà, spirito, materia, bypassando la morte.
Solo l’arte, la cultura, la musica e il cinema stesso – già nel pericolo che corre la troupe mentre gira – possono darlo! Diviene potente testimonianza della forza della musica e del racconto cinematografico come strumenti di pace e opposizione culturale, oltre che umana.
Otre a ciò il film dà voce anche a storie di straordinaria resistenza. Vediamo vite concrete, perse, reali che aprono attenzione e consapevolezza dal basso. dalla verità.

Un cantante di opera lirica che salva gruppi di persone, rischiando in prima linea, viene colpito e finisce in fin di vita in ospedale. Un direttore d’orchestra che salva se stesso e i suoi 3 splendidi cani, per più volte come miracolato. Uno di due fratelli, a dire del sopravvissuto il più valido e coraggioso – perde la vita. E il dolore di chi resta.
Questo il pregio maggiore del film: sociale.
La musica come risposta all’oscurità, da sempre è figura mediatrice tra il mondo umano e quello degli spiriti.
E’ forma di spiritualità, guarigione energetica e crescita personale che mira a ristabilire l’armonia tra il mondo visibile e invisibile.

La produzione e Sinossi
In occasione del quarto anniversario dell’invasione russa nei confronti dell’Ucraina, Piano B Distribuzioni porta nei cinema italiani l’intenso e attuale documentario Soldiers of Song di Ryan Smith, che racconta lo straordinario viaggio di un gruppo di musicisti ucraini che, attraverso il potere trasformativo della musica, contribuiscono a unire la propria nazione durante la guerra.
Presentato in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival 2024 e realizzato in collaborazione con una coraggiosa troupe ucraina e con la produzione esecutiva del Gov. George Pataki Leadership Center, il film intreccia melodie e storie personali che parlano di resilienza, speranza e guarigione.
Esse mostrano come l’arte possa diventare una forma di resistenza e di coesione in mezzo al caos e dolore del conflitto.
Chi sono i coraggiosi protagonisti?
Il documentario accompagna alcuni dei musicisti più amati dell’Ucraina — tra cui Slava Vakarchuk (Okean Elzy), Andriy Khlyvnyuk (Boombox) e Svitlana Tarabarova — mentre condividono esperienze intime di vita sotto l’ombra dell’aggressione russa. Attraverso interviste dirette e racconti personali, ciascun protagonista offre una prospettiva unica, contribuendo a una narrazione corale di unità e forza collettiva.
Slava Vakarchuk e Svitlana Tarabarova ripercorrono i primi momenti dell’invasione, mentre Andriy Khlyvnyuk racconta il suo duplice ruolo di musicista e operatore di droni, impegnato anche in tournée per sostenere economicamente la difesa del Paese.
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