di Gaia Serena Simionati

La vida es sueño!

diceva Pedro Calderón de la Barca.

Così lo è anche il cinema! Specie in ‘Resurrection’

L’intera esistenza è sogno. Il suo protagonista, un personaggio che sente appieno la futilità di ogni esperienza umana. Infatti essa è caratterizzata da fugacità del tempo, vanità delle cose terrene. L’unica realtà possibile è la morte. Essa svela all’uomo la vera natura dell’esistenza, cioè l’illusorietà e quindi l’inconsistenza del mondo. Per queste idee l’opera teatrale è emblematica del clima barocco ed è opera fondamentale della letteratura seicentesca.

Da quei suoi tre atti del famoso dramma in versi filosofico-teologico (1635), dopo quasi 4 secoli si passa qui – per osmosi al contrario- a tre ore di NON sogno …la condanna BI GAN.

Resurrection

Resurrezione di architetture e set design ogivali, a spirali, con archi e torri, passaggi segreti, gallerie e cunicoli o templi cinesi, sono base di una storia al tempo stesso contorta, enigmatica piena, come le strutture visive che la accolgono.

Buia, crepuscolare, ancora barocca o surrealista, con neve o senza, la storia di sicuro non è mero esercizio tecnico, seppur accuratissimo lavoro.

Accostata a scelte cromatiche perfette, la poesia pura si avvicina al Mostro che – al posto del cuore – ha una pellicola. Poi ci sono i ‘deliranti’ coloro che ancora osano sognare.
Il film condanna la mancanza di attenzione al potere dei sogni. Oggi svaniti. Infatti, e non a caso Resurrection è stato scritto durante il COVID!

E si incastra poi alla Storia buddista e millenaria cinese.

Un po’ noir.

Un pò fantascienza.
Un pò gotico. Con atmosfere traspiranti, eclettiche, spesso sorprendenti e inquadrature distorte, capovolte, pazzesche e inaspettate, un musicista, una valigetta, la follia, treni ..sembra di entrare in più quadri di Dalì, uscendo dall’altro lato quello di Lucio Fontana e del viaggio astrale.


Le priorità di un orfana vanno oltre la materia; intelligenza e spirito sono le basi.
Pellicola, trucco prostetico, persino i vampiri.
L’omaggio al cinema è chiaro! Anche nella compenetrazione di generi che percorrono le quasi tre ore di un film sofisticato, ma complicato, a tratti incompreso.
Noir
Thriller
Dramma
Tutto c’è li. E se da un lato è pregio, forse è anche il suo difetto.

L’essere così onnivora, la pellicola rischia nell’ultima parte, superflua e meno riuscita, l’effetto superficie.


Alla fine – siamo spiriti di luce, – così come lo è il cinema.

ENTRERETE in un quadro di Dalì. Con un cinema disgregato, ma assoluto!

resurrection

SINOSSI

Già vincitore del premio della critica a Cannes 2025 e li presentato in Concorso, il film Resurrection ci porta in un futuro post-apocalittico dove l’umanità ha smesso di sognare. Una donna incontra una sorta di Quasimodo,  ‘MOSTRO’ con gobba contemporaneo, ma inerte. Comincia così a raccontargli, notte dopo notte, l’intera storia della Cina. Quei racconti diventano scintille, risvegliano l’automa, lo rianimano, lo trasformano. Istillano in lui la speranza

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