di Gaia Serena Simionati

Che cosa non hanno fatto a quel viso! Li c’è tutto il male del mondo

Dice mamma Paola

Domani saranno 10 anni.

10 lunghi anni dal rapimento di Giulio, quel lontano 25 gennaio del 2016. Che sembra ieri tanto è vivida l’immagine in giallo del suo volto, su striscioni, volantini, magliette. Per non dimenticare!

L’università, le lingue, la padronanza dell’arabo, il master a Cambridge, prima la laurea a Leeds. Una vita davanti, già ricca di studio e sacrifici, inaspettatamente, melevolemente interrotta.

E’ una storia di troppi silenzi e di tradimenti. A partire da quello del coinquilino e compagno di casa, poi del responsabile degli ambulanti egiziani, quindi dei governi: il suo e quello egiziano.

Un ragazzo libero, intelligente, solare, dai mille talenti su cui tutto il male del mondo – per usare le parole della mamma Paola – si è davvero inspiegabilmente abbattuto.

‘Giulio Regeni. Tutto il male del mondo’, è un documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano, ritrovato ucciso, torturato, martoriato nei pressi del Cairo, il 3 febbraio del 2016, dopo 9 giorni dal rapimento.

La regia di Simone Manetti è acuta, brillante, tersa.

Slalom tra depistaggi, reticenze, menzogne e varie difficoltà, esso mette nero su bianco una vicenda che lascia atterriti. Sia per gli insabbiamenti, che per l’impotenza o negligenza del governo Italiano. Sia per la bruttezza del mondo in cui viviamo.

Asciutto e ben scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, il film è prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni. Inoltre anche Domenico Procacci Laura Paolucci per Fandango. 

Tutto il male del mondo ricostruisce, grazie al contributo della famiglia e all’aiuto dell’instancabile avvocata Alessandra Ballerini, le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione. Il corpo del ricercatore italiano. viene ritrovato senza vita, torturato, nei pressi del Cairo, il 3 febbraio 2016.

Omissioni, verità negate, responsabilità emergono come rospi al sole nella narrazione.

Essa si sviluppa attraverso le ricostruzioni del processo, dei file ritrovati, dei video e audio, con le deposizioni di testimoni, politici, ambasciatori e testimoni a giudizio.


Sono i genitori di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, a raccontare in prima persona questa vicenda: un padre e una madre che, nella loro ricerca di verità, hanno sfidato il governo egiziano. E ogni forma di sopruso o inammissibile colpa anche da parte del governo italiano che, con l’Egitto fa affari da anni. Vedesi gli affari Eni ad esempio.

Un altro documentario già del 2016 Nove giorni al Cairo – Tortura e omicidio di Giulio Regeni aveva tentato di raccontare, ma in modo meno incisivo, la nefasta vicenda.

Entrambi sono utili però dal punto di vista sociale, taumaturgico e cinematografico

In uscita poi a breve per Movies Inspired, un altro meraviglioso film che parla di Egitto, di Al Sisi e molte delle ‘Obbligazioni’ che tali governi impongono.

Anche solo nell’essere artisti! Come ben dimostra Il suo autore Tarik e lo strepitoso attore libanese Fares Fares.

Parliamo di Eagles of the Republic di Tarik Saleh, un capolavoro di eleganza artistica contrapposta alla bruttezza umana e politica.

Proprio come quello che l’Egitto ha offerto a Giulio !

Fares Fares in Eagles of the Republic di Tarik Saleh, un capolavoro di eleganza e bruttezza umana
Fares Fares in Eagles of the Republic di Tarik Saleh

REMINDER

Lunedì 26 gennaio, alle ore 20.30, a CityLife Anteo. Fabio Fazio e i genitori, i coniugi Regeni

Dopo il sold out immediato dell’anteprima con il regista, gli autori, i genitori e l’avvocata della famiglia Regeni, si terrà una nuova proiezione del film .con introduzione in diretta streaming da Anteo Palazzo del Cinema con gli ospiti in sala.

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