di Gaia Serena Simionati

Scritta il 6 ottobre 1802, ma attuale come non mai, la lettera del Testamento di Heiligenstadt, la celebre missiva indirizzata ai suoi fratelli Kaspar Karl e Nikolaus Johann, da parte di Ludwig Van Beethoven, tocca l’animo.

Essa è una magica testimonianza della vita di Beethoven, nella quale il musicista esprime la sua disperazione davanti alla sordità. Quindi la conseguente necessità che ne derivava di isolarsi, a poco a poco, dagli uomini. 

Ormai sofferente, malato e molto solo, lo scritto porta il monito del genio. Esso è quello di far fronte al dolore attraverso l’arte. La sua vita che sembrava ormai conclusa riserva invece sorprese.

Dopo 20 anni infatti la composizione della NONA sinfonia (1824)

Ad arricchire l’ appuntamento musicale milanese di fine anno quindi, l’attore Finazzer Flory, sul palco dell’Auditorium di Milano, ha introdotto l’esecuzione con il prezioso contributo, la lettura della celebre lettera indirizzata ai fratelli.

La sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, anche nota come Sinfonia Corale, è l’ultima di Ludwig.

Eseguita per la prima volta venerdì 7 maggio 1824 a Vienna, vide il contralto Unger e il tenore Haizinger. Ai primi tre movimenti, puramente sinfonici, ne segue un quarto che include il coro sui versi della potente ode Alla gioia di Schiller.

All’epoca, l’intero pubblico per cinque volte acclamò l’autore con una standing ovation. C’erano fazzoletti in aria, cappelli, mani alzate, in modo che Beethoven, che non riusciva a sentire gli applausi, potesse almeno vedere i gesti di ovazione.

Con la Nona Sinfonia, frutto di un lungo e doloroso decennio di riflessioni, Beethoven decide di porre fine alla sua lotta titanica contro il destino. Si fermò a pochi passi dalla fine a descrivere la meraviglia dell’universo.

Lo sguardo, prima rivolto alla natura umana per dare voce ad ogni sua manifestazione terrena, si pone ora al di sopra di ogni realtà, pervenendo così alla rivelazione della verità ultima. La forma della Sinfonia, ormai troppo rigida e stretta, si sfalda completamente nella fisionomia e nella struttura, per accogliere la sublimazione più alta e al contempo profonda dello spirito umano.

Inno alla gioia
Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125

Inno alla Gioia

An die Freude, usata da Beethoven, come testo della parte corale del quarto e ultimo movimento della sua Nona Sinfonia, selezionando alcuni brani e scrivendo di suo pugno un’introduzione, è un pezzo fondamentale per donare comunione tra i popoli, forza e potenza dell’arte.

La Sinfonia n.9 raccoglie le parole dell’Ode di Schiller, pubblicate su Thalia.

Già Friedrich Schiller che compose nell’estate del 1785 con grande pathos l’inno, descrive l’ideale tipicamente romantico di una società di uomini egualmente legati tra loro da vincoli di gioia e amicizia universale.

Il cast, il coro la direzione dell‘Inno alla Gioia

A conclusione di questo anno difficile, per i festeggiamenti per la fine del 2023, si è quindi onorata la tradizione in Largo Mahler con la grandiosa Sinfonia n.9 di Beethoven eseguita dall’Orchestra Sinfonica e dal Coro Sinfonico di Milano.

Quattro giorni di seguito. Il venerdì 29 dicembre (ore 20). Il sabato 30 dicembre (ore 20). La domenica 31 dicembre (ore 20) e lunedì 1° gennaio (ore 16), è stata messa in scena la positività e visione di un genio.

All’Auditorium di Milano, a cavallo tra 2023 e 2024, si è eseguito il capolavoro beethoveniano, sotto la bacchetta del Direttore Emerito Claus Peter Flor.

Al suo fianco un cast di altissimo livello. Esso vedeva Lenneke Ruiten (soprano), Theresa Kronthaler (mezzosoprano). Poi Patrik Reiter (tenore), Modestas Sedlevičius (baritono). Oltre al Coro sinfonico di Milano diretto da Massimo Fiocchi Malaspina.

inno alla gioia

Per chiudere l’annus horribilis, il difficile 2023, ci vogliono solo buoni propositi, intelligenti emozioni e sguardi positivi. L’essere umano deve riscoprire l’empatia, l’aiuto reciproco e smettere di ragionare in termini di egoistici volti al solo profitto economico e a sterili e dolorose guerre.

Così speriamo sarà. Buon anno

Tutti in coro.

«Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.»

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