di Gaia Serena Simionati

Adattamento dell’omonimo fumetto creato dall’americana Sara Varon. Robot Dreams è per gli amanti dei cani, per gli amanti dei fumetti e cartoni, per chi si sente solo.

Gia presentato al 41 Torino Film Festival, Robot dreams è ora in uscita al cinema. Poetico, silenzioso, originale il racconto non transige sulla cosiddetta solitudine.

Come fare a combatterla?

Anche un cane ha capito che su Amazon esistono soluzioni e se ne ordina una.

Mi sento solo come un cane

Quante volte abbiamo sentito dire questa frase. E, prendendola alla lettera, il suo autore Paolo Berger ne ha sviluppato una storia bellissima. Per i bambini, ma molto anche per gli adulti, ‘Robot Dreams’, colpisce tutti.

In un mondo dominato dagli animali e dove è possibile realizzare robot per combattere la solitudine, il cane newyorchese Dog si crea un nuovo amico: Robot. Abituato a vivere isolato nel suo appartamento di Manhattan, in compagnia della sola voce inesauribile di TV e radio, la soluzione sembra a portata di mano.

La sinossi

Giocano ai videogiochi, passeggiano per Central Park e diventano presto inseparabili. Ma dopo una gita in spiaggia, Robot è vittima della ruggine e rimane bloccato nella sabbia, mentre Dog purtroppo è costretto a tornare alla sua vecchia vita da solo. Il tempo passa e Dog cerca di colmare il vuoto attraverso una serie di amicizie fugaci, senza riuscirci. Per non cadere nella disperazione, i due amici si aggrappano alla speranza di rivedersi un giorno.

Robot dreams

Pablo Berger è un ottimo regista spagnolo, già noto per l’originale Blancanieves (2012) e Abracadabra (2017). Qui torna con un film di animazione, semplice puro con un tuffo nostalgico negli anni ’80.

Una New York abitata da animali, da varie specie, perfettamente integrate in un contesto solidale, rende questa storia poetica, non sdolcinata, utile e anche cruda a tratti.

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