Scrittrice e pittrice britannica, Leonora Carrington (Lancaster, 6 aprile 1917 – Città del Messico, 25 maggio 2011) lascia il segno.
E lo fa a Palazzo Reale di Milano dove è in atto un’operazione di valorizzazione di figure e pittura femminile del ‘900, Forse un pò meno nota ai più, definita da Salvador Dalì, “la più importante artista surrealista donna del ‘900”, gran parte della sua produzione si ascrive al periodo trascorso in Messico, dove visse e operò quasi settant’anni.
Cucine parlanti, (dipingeva usando tuorli d’uovo, come Leonardo), alchimie pittoriche, animali esotici o conoscenze lontane ed esoteriche. La sua cucina (e arte) è vissuta come laboratorio artistico, nel senso di alchimia e nell’idea junghiana di trasformazone spirituale.
La sua contemporaneità è sconcertante. È nata prima del suo tempo. Negli anni ’40 e ’50 si interessa di etologia, benessere animale ed ecologia, capendo fino a quanto e dove si spinge il vincolo tra ragione e spiritualità.
Interessata a fiabe irlandesi, scenari gotici e ultraterreni, a scrittura, magia, alchimia, esoterismo, fu internata in un ospedale psichiatrico, a seguito di una violenza sessuale da parte di soldati tedeschi. Studiò i trattamenti psichiatrici e la donna. Fu sempre attenta alla salute mentale, ne parlò nei suoi scritti, a difesa di un femminile spesso martoriato. Visse il femminismo in prima linea, forte e in quel modo particolare di interpretare la vita attraverso la storia delle donne e i loro saperi ancestrali
Ebbe un carattere irrequieto e migrante. Cercando di spiegare le forze inspiegabili delle universo, ciò che è più grande di noi, e non rispondendo a regole ferree, viene espulsa dai collegi cattolici. Si spostò molto sia per la guerra, che per la famiglia e per l’economia. Ricercò varie forme di spiritualità al di fuori delle religioni normali

Fin dalla giovane età, riceve una solida formazione in famiglia anche attraverso i racconti della madre. E’ introdotta alla lettura di vari autori. William Wymark Jacobs, James Stephens, Lewis Carroll, Beatrix Potter ed Edward Lear, che influenzeranno i suoi primi esercizi di scrittura. Leonora rielabora e descrive storie, in particolare con ricorrenti scene di animali, quali cavalli, tartarughe e gatti giganteschi.
Anche i racconti della madre su spettri e personaggi del folclore irlandese hanno una gran influenza nel suo immaginario. Traducendo racconti in fiabe gotiche e spaventose, i suoi quadri spesso inglobano e assecondano quei mondi, onirici e horror

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