di Gaia Serena Simionati

TEFAF 2024. The European Fine Art Foundation (TEFAF)

In un’epoca buia come questa, tra guerre, problemi internazionali, pandemie e disastri ambientali, andare a TEFAF Maastricht è un grande respiro di sollievo. Una boccata di ossigeno dove, ad essere inalata, è la bellezza assoluta che, davvero, salverà il mondo.

Visitare TEFAF diviene un must per crescere in gusto, eleganza, bellezza e portafoglio.

Fino al 14 marzo la fiera più bella del mondo. E fate ancora tempo.

La fiera in numeri

37 edizioni, 270 gallerie, 22 Paesi, 7000 anni di storia. Ecco come concepire uno scrigno dei desideri.

Cosa vedere

Molti i lavori tutti al femminile. O che ne esplorano la forza.

Opere dalla provenienza e storia affascinante. Lavori sotto i 50 milioni di euro, ma anche sopra. come il Kandinsky, Murnau mit Kirche II, che mira ai 60 milioni di euro da Landau Fine Arts.

Hayez, Robilant Voena
Hayez, Juliet Kissing the Nurse, Courtesy Robilant Voena Gallery

E poi molti i panels, le conversations con esperti e dealers che insegnano su arte, investimenti in essa, storia di dipinti e collezioni. Anche questo rende la mostra, la più bella, elegante del mondo.

Artemisia Gentileschi, Magdalene Penitent, 1625 – 30, Courtesy Robilant Voena Gallery

Robilant+Voena a TEFAF Maastricht presenta, tra gli Old Masters, un capolavoro riscoperto di Artemisia Gentileschi, l’artista più amata del barocco italiano.

La Maddalena Penitente, rimasta per decenni sconosciuta, in una collezione privata, viene alla luce e nasconde una sotterrane a Cleopatra, con aspide in seno, simbolo di altissima seduzione, rivisitata in penitente.

Semplicemente meravigliosa.

Rob Smeets Gallery, per oltre € 4 milioni, vi farà rivivere la storia de La Bella e La Bestia. Si propone infatti il volto di Antonietta Gonzales, che soffriva della “sindrome del lupo mannaro”, (nota come ipertricosi), iconizzato dalla nostra Lavinia Fontana.

Lavinia Fontana, Ritratto di Antonietta Gonzales, 1592, Rob Smeets gallery

Non solo i tacchi sprofondano in 5 centimetri di dolcezza di contenimento, dovuta a moquettes di vari eleganti colori, presenti negli stand delle 280 gallerie. E in tutta la magica TEFAF.

Elisabetta Siren, Judith with the head of Holofernes, Courtesy Porcini Gallery


Non solo quando appoggi un bicchiere su un vassoio, esso è rivestito di un avvolgimento che lo incamera senza rumore, senza barcollamenti, sicuro e fiero. Come i mille camerieri che offrono professionali, ostriche, champagne e tutto quello che uno stomaco orgoglioso possa desiderare.

Non solo lo studio sulle luci diffuse è soffuso, ovattato e rende una morbidezza visiva che ammalia.

E non solo la rinomata parete di fiori, compone quest’anno installazioni diffuse e geniali, come indimenticabili grappoli di colori, omogeneizzati, che intessono la discesa verso il divino.

Non dimenticando, oltre all’uomo, come è giusto che sia, la natura.

Tutto, in ogni minimo dettaglio, corrisponde alla parola grazia e accoglienza, in questo meraviglioso allure teatrale, che diventa setting effettivo di vita e bellezza.


Ecco questa è l’energia di abbraccio, di contenimento, di accoglienza che una fiera vera, dedita alla bellezza in tutte le sue forme, dovrebbe avere.

Solo qui! A Maastricht.
E infatti solo TEFAF sa fornire tutto questo!

Le cose più belle, potenti, icastiche sognate da una vita, sono poi da vedere anche tra gli stand, allestiti come case meravigliose, antiche, cutting hedge, contemporanee, ricche di opere di tutti i secoli, di tutte le civiltà e culture.

In più gioielli, orologi, vasellame, monete, tappeti, il meglio del meglio.

QUI SI IMPARA IL GUSTO! Anche se sono pochi quelli che non lo hanno.

Da dame elegantissime a collezionisti eccelsi, che passano di generazione in generazione il KNOW HOW VISIVO, Intellettuale, culturale.

Come si è appreso con l’interessante conversazione con Thomas Kaplan, il più maestoso collezionista di REMBRANDT al mondo.

Tra le opere più belle, un piccolo Bartolomeo Schedoni, alla Galleria Canesso di Parigi che sfodera anche un Ritratto di Diego Velázquez di Pietro Martire Neri (Cremona, 1601 – Roam, 1661)

tTefaf, Bartolomeo Schedoni, Sacra famiglia
Bartolomeo Schedoni, (Modena 1578 – Parma 1615), The Holy Family with the Young Saint John the Baptist, Courtesy Galleria Canesso

Bastano 29.1 x 24.7 cm per eccellere.

In questa piccola cifra, sta l’affollata Sacra Famiglia, un dipinto meraviglioso. #Bartolomeo Schedoni ne intesse l’altissima qualità. Questa si riscontra negli incarnati delicati e lucenti, che passano dalle zone bianche e opalescenti più esposte alla luce, anche divina, alle tinte più calde delle gote arrosate e calde di Gesù bambino. Oltre che nelle penombre.

Ottima la gestione dei suoi riccioli biondi. Così come, quella dei capelli fluttuanti e morbidi di San Giovannino e Giuseppe, setosi come i panneggi che rivestono i protagonisti.

Gli spazi compositivi, tutti occupati dalle figure convergono in un canale di intimità sopraffina.

Il lavoro ha una cromia fortissima, incandescente e sacra, svolta in primari gialli, rossi, che risucchia il fruitore dentro un piccolo gioiello di poesia liquida e amore universale, che viene via a meno di un milione.

Un cartellino a trompe-l’oeil nel lato destro, conferma la splendida paternità di “Bartolomeo Schedoni” che lavorò dal 1607, in esclusiva per il principe Ranuccio Farnese, duca di Parma, nella cui collezione finirono molti suoi lavori.

Forse questo è il più bel lavoro della fiera, inteso nel senso di accoglienza effetto che la pervade.

Da Lampronti, Cristo e l’Adultera di Alessandro Turchi, detto l’Orbetto (Verona, 1578 – Rome, 1649)

I commenti di Direttore e Presidente

Will Korner, direttore del TEFAF, sottolinea: “Come organizzazione e fondazione artistica, TEFAF ha sempre creduto nel sostenere e favorire le giovani e promettenti gallerie. Ecco perché la nuova sezione che le accoglie è stata concepita.  Inoltre TEFAF Focus è pensato per ampliare la definizione di fiera d’arte, dove connessioni stimolanti tra le diverse forme d’arte possono essere esposte e apprezzate. La selezione di gallerie e artisti per questa sezione al debutto può considerarsi innovativa nel loro campo, per cui ci aspettiamo possa aggiungere un ulteriore livello di arricchimento all’esperienza TEFAF.”

Invece Hidde van Seggelen, Presidente del Comitato Esecutivo della TEFAF, dichiara

“La 37ª edizione di TEFAF Maastricht si contraddistingue per essere un’organizzazione no-profit che promuove la competenza, la qualità e la diversità dell’arte in tutte le sue forme. La fiera offre a tutti i visitatori opportunità uniche di incontro con opere magnifiche e interessanti scoperte, tutte le generazioni hanno la rara occasione di toccare, guardare e interagire con proposte dai massimi esperti mondiali.”

Un tuffo nel contemporaneo

Da Patrick Heide, un’interessante artista inglese, Andy Harper, sorta di Bosch contemporaneo dalla spatolata intensa e versatile

Patrick Heide
Andy Harper, Courtesy Patrick Heide

Poi da Galleria Continua, le convessità blu di Anish Kapoor e nelle prigioni dorate di Kader Attia.

Gioiosa dalla parigina Natalie Obadia, la pittura di Fiona Rae

Fiona Rae, Obadia
Fiona Rae, Courtesy Galleria Obadia, Paris

Interessante da Ben Hunter Gallery di Londra il dittico in bianco e nero della Keniota Phoebe Boswell che fa riflettere su immagine e movimento, sulla doppia identità afro-europea.

Phebe Boswell, Ben Hunter

Negli ultimi anni non è mancato nemmeno il thrilling, con rapine effettuate durante le preview. A mano armata, volti coperti, ladri sono entrati anch’essi ingolositi da cotale bellezza, per rubare i gioielli, preziosi e milionari esposti in fiera

COME DARE LORO TORTO !

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@TEFAF Maastricht

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