di Giuseppe Savarino

Ho sempre immaginato Romeo Conte come un personaggio fuggito da un film della migliore cinematografia di Federico Fellini e Giuseppe Tornatore; un mecenate contemporaneo che mette in scena i migliori talenti nell’Italia del cinema che non delude mai. Un autentico sognatore ad occhi aperti che con la sua bruciante passione ispira e nutre anche i sogni degli altri. I suoi eventi avvicinano l’arte alle persone in una dimensione di umanità unica. Poliedrico e visionario. Iniziò incantando il pubblico della moda a partire dagli anni 80, trasformando le sfilate in veri e propri set cinematografici che hanno lasciato il segno e di cui ancora si parla. Oggi il suo cuore è per il cinema a cui si dedica senza alcuna riserva rappresentando la settima arte nelle sue sfaccettature più belle spaziando dai suoi festival, (PFF Prato Film Festival e Sa.Fi.Ter) alla raffinata regia di corti e lungometraggi,  fino al cinema di impresa. I suoi spot hanno la capacità di raggiungere le corde più intime dell’anima trasformando i brand in storie indimenticabili. Per Red Carpet magazine ha aperto le porte del cuore in un flusso emozionale di ricordi, lasciandoci entrare in punta di piedi tra le pagine della sua vita.

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I “divi” sono davvero irraggiungibili?

I personaggi del mondo del Cinema spesso lo sono; te ne accorgi quando arrivano al Festival di Venezia o quello di Cannes e sfilano sul red carpet. Ma dietro tutto ciò pochi conoscono la loro vita di  reclusi h 24, senza la possibilità di andare a prendere un caffè, di fare una passeggiata in mezzo alla città, senza essere assediati. Io, pertanto, cerco di ridare una dimensione umana a questo mondo di sognatori e di creativi che parte dal cuore, dalla pancia.

Ecco perché nei tuoi festival si respira una dimensione umana

A me interessa realizzare una commistione fra personaggi affermati e personaggi in divenire. Le pause dal palco sono scandite da piacevoli ritualità, pranzi, cene e incontri in posti inaspettati e sempre affascinanti, un convivio dove vengono fuori le persone, non solo i personaggi.

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