di Giuseppe Savarino

“Moda, spettacolo e ricerca; insieme per sconfiggere Thalassemia e Drepanocitosi”. 

Il Covid-19 non ha cancellato le altre malattie e questo vale anche per le Talassemie, la Drepanocitosi e le anemie rare, che in Italia riguardano oltre diecimila pazienti. Per rimetterle al centro dell’attenzione, la United Onlus – la federazione italiana che rappresenta 25 organizzazioni locali e regionali di talassemici, con più di 4500 associati su tutto il territorio nazionale – ha lanciato la campagna “Donavita Project”.

La nuova campagna nazionale, realizzata in collaborazione con lo studio Sava&Sava communication, punta a raggiungere i cittadini con un messaggio semplice: donare non costa nulla, ma può salvare la vita a molte persone. E ciò è vero, sia se si dona del sangue (in Italia sono oltre 10 mila le persone affette da talassemie ed anemie rare che necessitano di trasfusioni ematiche regolari), sia se si dona il 5 per mille alla ricerca scientifica, impegnata nei laboratori per la messa a punto di terapie innovative ancora e più efficaci. Si può dunque aderire alla campagna in vari modi: diventando donatori di sangue, diffondendo i contenuti sui social oppure con una firma sulla dichiarazione dei redditi.

L’importante è che il dono, diventi un gesto di solidarietà, abituale e diffuso. Proprio per questo, la campagna ha scelto di raccontare la malattia con il linguaggio semplice della normalità, della voglia di vivere, scevro di sensazionalismi e di elementi compassionevoli che facciano leva sul dolore e sulla sofferenza per commuovere il pubblico. Non a caso la United Onlus ha scelto il sorriso di Andrea Caschetto, che sarà il testimonial della campagna, per veicolare questo messaggio.

Andrea, a 15 anni, ha subito un delicato intervento chirurgico al cervello che lo ha privato dei ricordi. Ma non gli ha tolto la generosità e la voglia di donare agli altri. Tant’è che oggi, Andrea, che di anni ne ha 31, ha realizzato decine di progetti internazionali di volontariato e raccolte fondi per costruire centri pediatrici in Africa e in Sud America, ottenendo riconoscimenti in tutto il mondo. Di recente è diventato anche donatore di sangue, ruolo che in passato gli era precluso per ragioni di salute.

“Donavita Project” include diversi step. Primo, uno spot televisivo girato con Andrea Caschetto, rivolto soprattutto ai giovani, che sarà trasmesso sulle principali reti nazionali e sui social media. Secondo, il “Donavita Challenge”: una maratona della donazione, con tanto di nomination sui social, lanciata dal testimonial principale della campagna che coinvolgerà altri vip e personaggi pubblici del cinema, della moda, della tv e dello spettacolo. Ognuno, a sua volta, ne nominerà altri tre in una gara di solidarietà affinché la sfida diventi virale. Terzo, il Donavita Real life docu-fiction: le telecamere racconteranno la quotidianità dei protagonisti che ogni giorno affrontano con tenacia le cure per rimanere in buona salute – i giovani pazienti, i medici, i ricercatori – la loro vita reale, le esperienze quotidiane, i sogni, le paure, i progetti e le ambizioni, ma anche gli effetti della malattia, le cure e le speranze legate ai progressi della medicina. Quarto, il Donavita Scuola Tour che porterà questi stessi temi nelle aule scolastiche di ogni ordine e grado, su e giù per la penisola, con la testimonianza di personaggi dello spettacolo, medici e operatori sanitari per informare e sensibilizzare.

La campagna ambisce a coinvolgere anche il mondo delle imprese, e in particolare la ricerca scientifica e le aziende sensibili al sociale, perché sostengano la ricerca di base attraverso sponsorizzazioni e libere donazioni. Donare non solo migliora la qualità della vita degli altri. Ma ci rende più umani, ci fa sentire fratelli.