di Gaia Serena Simionati

Sorta di Martin Fellman ritoccato, un occhio sano e uno fisso, lo strabismo di Paul Giamatti, che non è solo oculare nell’osservare la propria vita sfigata, fa morir dal ridere.

Aggravanti come soffrire di trimetilaminuria, cioè puzzare di pesce morto abbandonato al sole, per un problema metabolico, debordare con la dipendenza da alcool, essere restii a usare la doccia ingenerando spiacevoli olezzi, fanno del personaggio, un capolavoro di narrazione e, di vita.

Se a questo si aggiunge una scrittura eccelsa, veloce, dinamica, sagace e attori in perfetto sincrono, ci vuole poco a ottenere un piccolo, grande capolavoro.

Cosi è, se vi pare!

The Holdovers – Lezioni di vita, film diretto da Alexander Payne, racconta la storia di un insegnante, Paul Hunham (Paul Giamatti), che pare non piacere a nessuno, né ai suoi studenti, né ai suoi colleghi e neppure al preside.

Forse, e a ragione, nemmeno a se stesso! Pochi infatti, paiono gradire il suo essere rigido, pomposo.

È il Natale del 1970. Paul Hunham (Paul Giamatti – American splendorBillions), insegnante particolarmente detestato nella facoltà, sia dagli studenti che dai colleghi è senza famiglia e un luogo dove trascorre le festività. Così decide di restare a scuola come supervisore degli studenti che ancora non hanno potuto far ritorno nelle loro case. Dopo qualche giorno, soltanto il quindicenne Angus (Dominic Sessa) rimane nell’istituto. Si tratta di un ottimo studente, ma dal pessimo comportamento. Generatore infinito di problemi, egli rischia ogni volta l’espulsione.

Oltre a Paul e al giovane, è rimasta nella scuola anche la capocuoca Mary (Da’Vine Joy Randolph), che si occupa dei figli dei privilegiati. Di recente ha perso suo figlio nella guerra in Vietnam.

I tre improbabili amici, distanti per ceto, formazione, identità, si ritroveranno a formare una improvvisata famiglia, sotto le festività natalizie, condividendo diverse dis-avventure.

Il New England e la neve sono il setting visivo delle due settimane che trascorreranno insieme

‘The holdovers’. La trama

Non avendo famiglia né impegni di alcun genere, per le vacanze di Natale del 1970 decide di rimanere in facoltà a seguire gli studenti che non tornano a casa.

New England, 1970. Alla Barton Academy sono tutti pronti per tornare dalle relative famiglie per trascorrere le festività natalizie. Per via di una scelta intransigente, a Paul Hunham (Paul Giamatti – American splendorBillions), un insegnante severo, inflessibile e disprezzato da tutti, spetta l’ingrato compito di gestire quei pochi studenti che non hanno potuto far ritorno a casa.

Nel giro di pochi giorni, nella struttura rimarrà solo con Mary Lamb (Da’Vine Joy Randolph – Dolemite is my nameThe lost city), la responsabile della cucina, e Angus Tully (Dominic Sessa), uno studente particolarmente riottoso.

Inaspettatamente, questa condanna all’isolamento sarà l’occasione per farsi forza a vicenda, per vivere una piccola avventura e per imprimere una svolta al proprio futuro.

È bello ritrovare Alexander Payne, regista fine ed ispirato che ha sempre convinto con le sue storie incentrate soprattutto su amicizie improbabili quanto esclusive. Il regista di Sideways ritrova il suo attore più congeniale, Paul Giamatti, e gli regala un ruolo esemplare in un film che pare un revival riuscito e delicato de L’attimo fuggente di Peter Weir.

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