Far star bene chi mi guarda regalando leggerezza/ di Gino Morabito

Riservato, ipocondriaco, diplomato geometra per far contenti i suoi. Davanti a un microfono si trasforma come Clark Kent in Superman. Considerato protagonista del preserale, Amadeus è uomo d’oro della Rai: L’eredità, Reazione a catena, Soliti ignoti e… il Festival di Sanremo ancora suo per altri due anni.

Mattatore del piccolo schermo, entra nelle case di milioni di italiani con piglio e vivacità. Niente male per un timido.

Ero un bambino un po’ cicciottello, con gli occhiali. Ho cominciato a diciassette anni a fare la radio per combattere la timidezza. Davanti a un microfono spariva, mi trasformavo come Clark Kent in Superman. Ero affascinato dalla tivù fin da piccolo, guardavo Sanremo, Rischiatutto, Canzonissima.

Per il ravennate Amedeo Umberto Sebastiani tutto parte da Verona.

Sono arrivato a Verona con la mia famiglia all’età di sei anni – i miei genitori sono siciliani e vivono ancora là – e ci sono rimasto fino a quando non mi sono trasferito a Milano poco più che ventenne. A Verona sono cresciuto e ho frequentato le scuole elementari, le medie e le superiori, diplomandomi geometra per avere un pezzo di carta. La mia avventura è partita da lì.

Blu Radio Star, in modulazione di frequenza a Borgo Venezia.

Il mio amore per la radio è cominciato in una piccola emittente locale che ormai non esiste più. Si chiamava Blu Radio Star di Borgo Venezia e si sentiva solo a Borgo Venezia. All’epoca abitavo a Ponte Catena e mi ricordo che, se volevo riuscire ad ascoltare insieme agli amici una registrazione del programma, con la cinquecento mi dovevo fermare nelle zone limitrofe a Borgo Venezia, perché oltre non si sentiva. Quelli di Borgo Trento non credevano che io lavorassi in radio.

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Amadeus