Sono sempre stata trasgressiva, sconsideratamente/ di Gino Morabito

Ha compiuto ottantadue anni, girato il mondo, posato per Playboy, conquistato la tivù, è stata europarlamentare e non teme nessuno, anche se ancora si emoziona. Reggiana Doc, l’Aquila di Ligonchio è tornata, con quel graffio blues inconfondibile della sua voce. Semplicemente d’Iva.

Di base la superstizione, il non è vero ma ci credo.

Sono superstiziosa da morire. Sempre, prima di andare in scena, anche se si tratta della festa di piazza, mi faccio il segno della croce e contemporaneamente devo avere addosso tre chicchi di sale grosso. Come tutti i segni di terra ho paura di volare: mentre salgo sull’aereo, rigorosamente con il piede destro, mi tocco il seno sinistro con la mano destra. È un esercizio che consiglio a tutte le donne.

In camerino si fa il segno della croce, mette il sale grosso nel reggiseno. C’è ancora l’emozione, quella scarica di adrenalina. Una femme fatale che conquista il pubblico canzone dopo canzone.

Se in passato volevo conquistare qualcuno, lo invitavo in sala d’incisione e cantavo per lui. Senza dirglielo. Però lui lo capiva perché lo guardavo negli occhi. Quando sei innamorata canti da dio, a me succedeva così.

Riuscire a trasmettere ciò che si sente è meraviglioso.

Quando canti intensamente, con trasporto, trasmetti delle onde energetiche alla gente e, se riesci a captare la loro attenzione, se quelle vibrazioni ti tornano indietro, allora hai conquistato il tuo pubblico.

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Zanicchi