Lo stile è quell’elemento che ti fa sentire bene con te stesso e gradevole al prossimo. È un concetto che incarna perfettamente Fabio Lamborghini, nato sotto il segno del “Toro”, autentico gentleman di un’imprenditoria di successo con profondi valori radicati nella famiglia. Grande aplomb come cifra stilistica, continua il racconto di vita di una vera eccellenza italiana nel mondo.

di Gino Morabito

fabio-lamborghini-redcarpet-2

Un esempio di “Lamboday” potrebbe comprendere un pranzo, durante il quale si racconta la storia di famiglia dalle origini unitamente ad aneddoti esclusivi; dopodiché ci si trasferisce al museo Lamborghini per una emozionante incursione tra le supercar del “Toro” dal 1964 ad oggi; infine una visita guidata all’interno della produzione vera e propria, con la condivisione di quella straordinaria magia che vede nascere le prestigiose automobili Lamborghini. Eventi aziendali e motoristici, fiere, feste private, galà, ogni occasione è buona per celebrare l’inconfondibile marchio del toro dorato.

Dopo trentaquattro anni di attività in una delle aziende dello zio Ferruccio e circa dieci come responsabile del museo di famiglia, Fabio Lamborghini continua a tramandare le gesta di una personalità geniale che ha fatto la storia dell’automobilismo.

Quanto accadde nel 1963, che portò Ferruccio Lamborghini a decidere di iniziare un’incredibile sfida a Ferrari e di costruire le sue supercar, scaturisce certamente dalla sua passione e creatività motoristica atta a migliorare le prestazioni di moto e auto. Nel 1947 trasformò la sua Fiat Topolino, macchina da 60 km all’ora, aumentando la cilindrata del motore a 750 cc, testata in bronzo e doppio carburatore; ne cambiò anche l’estetica, modificandone la carrozzeria e sagomandola a barchetta, come le macchine da corsa. Dopo queste abili trasformazioni la vetturetta arrivava all’incredibile velocità di 130 km all’ora, più del doppio della velocità originale.

Una Topolino lanciata su strada a 130 km all’ora nella mitica Mille Miglia.

Nel 1948, insieme a un suo amico abbiente di Ferrara, Ferruccio partecipò alla Mille Miglia. Fu un’esperienza indimenticabile, anche se non completarono il percorso a causa di un incidente notturno. A bordo della Topolino speciale erano in testa alla corsa nella loro categoria, quando si trovarono di fronte a una curva ad angolo retto… Andavano troppo forte per affrontarla, così uscirono di strada, sfondando il portone di un’osteria, che per fortuna a quell’ora di notte era chiusa. Ingenti danni alla macchina e al locale, ma i due miracolosamente rimasero illesi.

Tutto ebbe inizio con i bolidi di Maranello.

All’epoca, era il 1962, Lamborghini possedeva la Ferrari 250 GT, un bolide con il suo tallone d’Achille nella frizione che si bruciava con facilità. L’intuizione di Ferruccio fu quella di sostituirla con una più robusta, precisamente con quella di un trattore di sua costruzione, poiché riteneva la frizione della Ferrari sottodimensionata rispetto alla potenza di un motore 12 cilindri da 3 litri. L’esito di quell’innesto fu ottimale, tanto che decise di andare a Maranello, per mostrare il risultato all’amico Enzo, più grande di lui di diciotto anni. A Ferrari venne quasi un mancamento nel vedere la frizione della sua auto sostituita con quella di un trattore Lamborghini. Non volle dare soddisfazione a quell’ex contadino che gli stava dinanzi, ma comprese subito la genialità dell’idea. Così liquidò la questione asserendo a Ferruccio che il problema non era tanto la frizione, quanto piuttosto che lui non sapesse guidare bene la Ferrari. Nacque tutto da lì. E, dopo quello screzio, in appena nove mesi, venne realizzata la Lamborghini Automobili, inaugurata nell’ottobre del 1963 a Sant’Agata Bolognese.

Oggi la Lamborghini è gestita dall’Audi, che ne è proprietaria dal 1998. Ancora si registrano le stesse capacità di crescita e miglioramento nello studio del design, nella motoristica, nell’innovazione. L’eccellenza tedesca che si sposa con quella italiana.

Il brand creato da Ferruccio Lamborghini riflette la sua persona, la mentalità, la filosofia industriale. Parole d’ordine sono qualità, affidabilità, innovazione, design. Concetti che stavano alla base di ogni cosa lui facesse, dai trattori ai bruciatori, dalle automobili agli impianti oleodimamici e per ultimo i suoi vini. Alte tecnologie racchiuse in un design importante e di prestigio. Una filosofia industriale capita e mantenuta soprattutto dall’ultima proprietà. Anzi c’è stato anche un innalzamento qualitativo del prodotto, con la capacità dei tedeschi bravissimi nell’organizzazione aziendale, nella telaistica in alluminio e nell’elettronica; gli italiani eccellenti nella meccanica e design. Ferruccio individuò nel designer Nuccio Bertone quello migliore per vestire le sue granturismo e non si sbagliò. Con la Miura e la Countach il brand Lamborghini ha conquistato il mondo.

Fabio-lamborghini-redcarpetmagazine-3

Possedere una  Lamborghini è piacere ai massimi livelli, ti fa sentire arrivato. È la realizzazione di un sogno per una selezionata schiera di eletti.

La clientela Lamborghini è diversa dalle altre. Sono normalmente clienti che amano la vita e hanno il culto del bello; ricercano la gioia in manufatti importanti, che esprimono il massimo di quel periodo. Per molti la Lamborghini rappresenta il top!

Lamborghini come sinonimo di un’imprenditoria di successo. Un’imprenditoria dal volto umano che si fonda su pilastri morali improntati alla conoscenza, alla capacità, all’amicizia, al rispetto.

Per creare un team, un gruppo coeso, come Ferruccio era riuscito a fare, bisogna saper motivare, ispirare, responsabilizzare le persone. E Lamborghini si era costruito attorno una famiglia: amici scelti, uomini e donne con una marcia in più, mossi da un profondo rispetto reciproco. Persone affidabili trattate come figli. Senza quelle abissali distanze tra padrone e dipendente, ma ognuno con un ruolo ben preciso, per creare qualcosa di utile e importante.

Incarnando i valori di famiglia, Fabio Lamborghini si presenta con il biglietto da visita di un uomo che vale. Una persona che sta bene con sé stessa e si trova a proprio agio con un look da vero gentleman.

Lo stile è quell’elemento che ti fa sentire bene con te stesso e in armonia con gli altri. Volersi bene aiuta ad essere migliori nella vita.

Una vita fatta di grandi passioni che sottendono studio, impegno, sacrificio.

Lo studio è fondamentale e necessario. Sono anni di sacrifici – è vero! – ma, se affiancati dalla volontà di perseguire i propri sogni e le proprie passioni, possono portare a grandi risultati personali. Parole d’ordine dunque impegno, sacrificio, passione. Del resto, non si è mai visto un somaro guidare una Lamborghini.