di Stefania Buscaglia

Oltre un secolo di storia per un’istituzione dell’hotellerie milanese e di tutta Italia. Un hotel 5 stelle che non necessita di presentazioni, famoso in tutto il mondo.

Cos’è l’arte dell’ospitalità?
In molti potrebbero confinare un simile concetto alla capacità di assicurare la massima qualità e professionalità nell’accogliere i propri ospiti con l’obiettivo di garantire un’esperienza memorabile. Ma è nella nozione di arte che dobbiamo approfonditamente indagare il reale significato di questo principio sottolineandone l’aspetto culturale, ovvero quell’eredità storica che definisce i rapporti di un gruppo sociale con il mondo esterno. E in un Paese come il nostro è impossibile non rimarcare quanto l’arte dell’ospitalità rappresenti un fiore all’occhiello della cultura italiana di cui hotel e ristoranti costituiscono da sempre una componente fondamentale.


Potremmo infatti parlare di arte dell’ospitalità italiana – incomparabile nel suo genere – in cui calore, raffinatezza, professionalità ed esclusività si fondono in un tutt’uno inconfondibile tale da divenire modello di riferimento e simbolo.
Prendiamo il caso dell’Hotel Principe di Savoia, emblema di una città importante come Milano che in centoventicinque anni di storia ha accolto i suoi ospiti divenendo parte integrante della storia della stessa metropoli.
Nato nel 1896 dai progetti del celebre architetto meneghino Cesare Tenca, l’”Hotel du Nord” – come riportava l’insegna del tempo – nasceva in un’elegante palazzina Liberty strategicamente collocata tra la Stazione Centrale di Milano e il centro della città e, come pervenuto dalle fonti del tempo, “perfettamente posizionato a meno di dieci minuti in carrozza dal famoso Teatro alla Scala”.


Fu nel 1927 che l’hotel assunse il nome dei due soci fondatori “Principe & Savoia”, per poi definitivamente declinare negli anni ‘80 in “Principe di Savoia”. Un trascorso in cui Il Principe – come lo chiamano i milanesi – ha evoluto il suo prestigio e la sua grandeur, ampliando i propri spazi, valorizzando lo stile e arricchendo i servizi, al fine di rappresentare un’offerta perfettamente adeguata a una clientela raffinata ed esigente.


Una clientela d’élite, rappresentata in principio da uomini d’affari di passaggio in quella che si sarebbe imposta come Capitale economica d’Italia, ma di lì a poco composta anche da celebrità, artisti e reali provenienti da ogni parte del mondo che – dagli anni ’30 a oggi – hanno potuto soggiornare in una delle duecentocinquanta sette camere o nelle incantevoli quarantaquattro suites disposte all’interno della struttura. 

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