Presentato in anteprima sezione “Special Screenings” della Festa del cinema di Roma, il nuovo documentario di Anselma dall’Olio sull’enigmatica vita di Gustavo Rol.
L’appassionante documentario sarà in uscita al cinema solo il 6, 7 e 8 novembre.
Aprirei citando, chi se non lui, Elmil Cioran. Filosofo rumeno dell’oltre, forse perfettamente paragonabile a Rol, disse:
“Che lo vogliamo o no, siamo tutti psicoanalisti, amanti dei misteri del cuore e della mutanda, palombari degli orrori. Guai allo spirito dagli abissi chiari!“. Emil Cioran

Originale, indefinibile, visionario o ciarlatano, su questi dubbi amletici si dipana Enigma Rol e di, conseguenza la percezione della sua vita, come ha tentato di fare il documentario di Anselma dall’Olio.
Lasciando aperte le interpretazioni e senza giudizio, l’ora e trenta passa veloce nei vari resoconti sul sensitivo torinese Gustavo Adolfo Rol (1903-1994).
Interviste a prestigiatori, amici, colleghi, intervallate da animazioni video, di un collettivo di giovani artiste che si chiama Kalico Jack. E poi fotografie, reperti d’epoca e filmati, il doc risulta bilanciato tra detrattori e sostenitori, tra coloro che lo conobbero bene e addirittura furono da lui salvati, grazie a doti visionarie.
Arricchito da varie testimonianze tra cui l’attrice Adriana Asti, il collaboratore di Federico Fellini, Gianfranco Angelucci, il comico e prestigiatore Raul Cremona, l’illusionista e psicologo, Elio Alexander Degrandi, il giornalista Giuliano Ferrara e Catterina Ferrari, la compagna di Gustavo Rol a cui lui salvò la vita, l’enigma rimane tale.
A questi si aggiungono delle scene fiction ricreate con attori dei momenti salienti della vita di Rol, ad esempio l’incontro col Duce.
Chi era Rol?
Gustavo Rol nacque nei primi del Novecento da una famiglia dell’alta borghesia torinese e, guidato dalla figura imponente, autoritaria e assai critica del padre, fondatore della Banca Comit, intraprese una carriera bancaria che abbandonò subito dopo la morte del genitore.Iniziò a dedicarsi, e lo fece per il resto della vita, ai suoi veri interessi, ossia la musica, l’arte, l’antiquariato e, soprattutto, il “paranormale”, definizione che ripudiava con sdegno. Gustano Rol rifiutava ogni etichetta esoterica.
Fu durante un suo soggiorno in Francia che, appena ventenne, comprese di avere delle “possibilità”, come le chiamava lui. Riusciva a leggere nel profondo delle persone, a carpirne l’essenza, l’anima, i pensieri, le pene. Percepiva sensazioni forti che lo portavano a diagnosticare malattie e a prevenire eventi disastrosi con una precisione inquietante. Riceveva i suoi ospiti spesso nel suo salotto di casa, ma anche in case d’altri, all’aperto, in
hotel, in casinò, in cliniche, dove andava regolarmente a visitare i malati.

Era lui a scegliere chi poteva partecipare alle sue serate di esperimenti perché, per sua stessa ammissione, i fenomeni da lui prodotti non si sviluppavano a comando ma doveva crearsi la giusta atmosfera. E questo è uno dei nodi essenziali per alimentare le polemiche di chi non gli ha mai creduto. Di chi ha sempre visto in lui solo un abile illusionista. Gustavo Rol ha reso partecipi dei suoi prodigi moltissime persone che ancora oggi ne raccontano meraviglie e fenomeni inspiegabili.
Per fare luce su questa figura affascinante e misteriosa, non sono sufficienti termini come “paranormale”, “extrasensoriale” o “parapsicologico”. Nel corso della sua vita è stato molto di più.
C’è chi gli ha dato del “mediocre illusionista” come Piero Angela che imbarcò una battaglia personale contro di lui.

Uno dei personaggi più controversi e sacri di Torino, sensitivo, collaborava con medici e salvava vite gratuitamente. Rol era affascinato da Napoleone che amava sopra ogni cosa. Egli fa ragionare su meta-energia, su altre dimensioni oltre quella in cui viviamo ogni giorno.
Esistono quindi l’esoterico e il mistero? Esistono eventi inspiegabili? Esiste la vita oltre la vita? Gustavo Rol era un iniziato o un impostore, o più gentilmente un mistificatore?
Queste, di cui oggi più che mai in epoca bellica è bene riflettere, sono le domande dalle quali sono partiti la regista e Anselma Dell’Olio e il co-sceneggiatore Alessio De Leonardis, per raccontare Gustavo Adolfo Rol, a cui potrebbe rispondere nuovamente Cioran in Lacrime e santi.
«Il paradiso geme al fondo della coscienza, mentre la memoria piange. Ed è così che si pensa al senso metafisico delle lacrime e alla vita come al dipanarsi di un rimpianto»
La produzione
Prodotto da Francesca Verdini e coprodotto da Pietro Peligra e Agostino Saccà, ENIGMA ROL è una produzione La Casa Rossa con Rai Cinema, in coproduzione con RS Productions e Pepito Produzioni e in associazione con Luce Cinecittà e uscirà nei cinema solo il 6, 7 e 8 novembre 2023 distribuito da RS Productions.

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